DI ALESSANDRO GILIOLI

alessandro gilioli

È stato il confronto del linguaggio non verbale, volontario o no.
Meloni con i suoi spaventevoli occhi esoftalmici e il suo tono minaccioso anche quando saluta, Giachetti a danzare nervoso sulla sedia pregando il mondo di non confonderlo con Renzi, Fassina rigido e impaludato che solo in chiusura riesce a raccontare qualcosa del suo umanesimo, Raggi secchiona e wannabe arrogante ma insieme fragile perché non scafata, Marchini che non avendo alcun pensiero compiuto sorride sempre per sembrare Ridge e si impappina e fa pure un po’ tenerezza.
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