DI LUCA SOLDI
luca soldi
Cresce in modo preoccupante il pericoloso susseguirsi di manifestazioni organizzate da parte di organizzazioni che si ispirano al fascismo ed al nazismo.  Uno stillicidio che sembra concentrarsi nel periodo che va dal 25 aprile alla festa della Repubblica. E lentamente, ma inesorabilmente, questi movimenti, i loro seguaci, escono allo scoperto confidando in un consenso alimentato dalle paure del tempo e da una certa assuefazione.
Dunque niente più cantine, niente ritrovi notturni in qualche garage o bar compiacente. Nessun campo di addestramento nei boschi prealpini.  Niente, o meglio non solo queste iniziative storicamente accostate alla destra estrema. La strategia adesso e’ quella di uscire allo scoperto, di farsi notare, di provocare ancora di più di qualche tempo addietro. Senza remore si organizzano incontri e convegni che confidano in un clima se non tollerante o compiacente ma almeno distratto o peggio disinteressato. Ed ogni volta ci si spinge oltre, forse per vedere qual’e’ il punto massimo raggiungibile. E questo, di sicuro, avranno pensato gli organizzatori dell’incontro “Dalla seconda guerra mondiale ai giorni nostri: i tentacoli del potere mondialista”.
Il dibattito e’ stato messo in piedi da DoRa, Comunità militante dei Dodici Raggi, una formazione di estrema destra attiva da anni nel varesotto dove predica intolleranza xenofoba, odio razzista e propaganda antisemita.
Una piccola formazione tristemente celebre le feste organizzate, da qualche anno, in occasione dell’anniversario del compleanno di Adolf Hitler, di cui media nazionali hanno più volte dato conto.
Quest’anno, nel corso dell’iniziativa, hanno pensato bene di far crescere l’attenzione nei loro confronti, aggiungendo in bella mostra, sul tavolo del dibattito una bandiera con la svastica.
E così il paesotto di Caidate, frazione di Sumirago, in provincia di Varese, luogo dell’incontro avvenuto il 20 maggio, potrà passare alla storia per essere diventato lo scenario di un nuovo sdoganamento dell’ideologia nazi-fascista.
Si perché il volantino che pubblicizzava la serata figuravano i nomi dei relatori: Leonardo Fonte e Enzo Ristagno della comunità politica di Avanguardia.
Fonte sarebbe il direttore dell’omonimo mensile che porta avanti tra le altre cose una campagna mediatica per il boicottaggio di Israele. Fra gli intervenuti ci sarebbero pregiudicati e-o inquisiti:
lo skinhead “Do.ra.” Alessandro Limido, già condannato in primo grado poi assolto, per incitamento all’odio razziale, Francesco Preziuso, condannato a 4 anni nel 2011 nel processo a carico del gruppo ultrà lucchese di estrema destra “Bulldog”, e Enrico Labanca, skinhead bergamasco già arrestato per tentato omicidio.
E così venerdi scorso, mentre si parlava di tentacoli mondialisti e del potere giudaico massonico, ad ascoltare gli interventi c’era un discreto pubblico, ma c’era soprattutto
a fare bella mostra di se, una bandiera nazista con una svastica e una croce uncinata.
Messa li per essere diffusa sui media e sui social con la volontà di stupire e suscitare una qualche reazione. Con lo scopo di essere riconosciuti dal paese come i padri dello sdoganamento di uno dei simboli più tremendi ed assurdi della storia dell’umanità.
Una preoccupazione riconosciuta da pochi democratici. E le preoccupazioni così crescono con il rischio di uno sdoganamento tollerato ed accettato da istituzioni e partiti politici.
Un episodio grave che va aggiungerei ad altri che arrivano delle recenti cronache politiche che raccontano di un crescendo delle organizzazioni della destra radicale in Italia: soprattutto a Roma e Milano, a Bolzano.
A Roma si era detto molto della parata organizzata da CasaPound sabato scorso, a Milano non si sono ancora spente le polemiche per la candidatura, nelle liste della Lega Nord a sostegno di Stefano Parisi, del militante neofascista di Lealtà Azione Stefano Pavesi, a Bolzano sempre sul fronte CasaPound c’è da ricordare il recente exploit dove i “fascisti del terzo millennio”, come si fanno chiamare, sono riusciti a far eleggere tre consiglieri comunali agguantando un incredibile 7% alle urne, il triplo dei voti del 2015.
“E’ in atto un pericoloso
processo di sdoganamento e autosdoganamento dei movimenti neofascisti e neonazisti – spiegano dall’Osservatorio democratico sulle nuove destre – con la complicità di partiti, come per esempio la Lega Nord, e di giunte compiacenti o comunque silenti, i camerati avanzano affermando la loro lugubre simbologia che ricorda gli orrori di un passato che la storia avrebbe dovuto seppellire per sempre e che invece ritorna”.
La svastica di Varese è solo l’ultimo esempio ed i partigiani “vecchi e nuovi” dell’Anpi, le altre associazioni che si ispirano alla “liberazione”, non possono essere lasciati soli a tutelare i valori della costituzione.
E tutto questo, alla vigilia del 2 Giugno, suona come grave monito ad una politica che per troppa sufficienza, pare aver perso il senso delle proprie radici.
foto di Luca Soldi.
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