DI LICA SOLDI
luca soldi
La relazione di Visco, alla luce di quanto ha espresso, non può non creare ed aggiungere polemiche ai fatti emersi nelle ultime stagioni. Poco conta che la Relazione 2015 da parte della Banca d’Italia riconosca che molto è stato fatto, ma che non basta e dunque chieda nuovi stimoli alla domanda interna. Non serve che lanci nuovi allarmi sugli obiettivi di riduzione del debito. Come pare inutile la citazione del lavoro fatto fino ad oggi da Bce e la necessità di “riforme”. Per avere e sapere tutto ciò non importava si muovessero gli uomini più importanti d’Italia, bastava leggere una semplice rassegna stampa sul web. I vertici, le istituzioni del Paese attendevano “la relazione” di Visco ma l’aspettativa non e’ stata corrisposta e così si sono ritrovati a condividere il parere del 74% degli italiani che nel sondaggio diffuso questa sera da Ballaro’, non si accorgono della ripresa. L’unico a sentirsi sollevato e’ stato il premier Renzi che in pratica si e’ visto rinnovare un assegno in bianco. Un dato certo e’ emerso, e’ parso a tutti: ci siamo accorti che Banca d’Italia non è abituata ad affrontare situazioni di crisi, specie se la crisi riguarda anche la radice della sua credibilità. Tutti si aspettavano che il governatore Ignazio Visco, magari non presentasse le dimissioni ma che almeno esponesse, con parole autorevoli, i mali del nostro sistema bancario. Sicuramente In molti non si aspettavano parole contrarie nei confronti delle coperture politiche alle crisi delle nostre banche, ma almeno che facesse una pur velata autocritica all’operato di Bankitalia. Doveva essere questa la prima occasione di fare un bilancio esplicito di questi mesi drammatici. Mesi dove la norma e’ stata l’azzeramento dei risparmi di migliaia di risparmiatori, dalle quattro banche “salvate” a novembre, dalla Popolare di Vicenza a Veneto Banca, in un contesto di grande fragilità del sistema bancario italiano. Invece il discorso di Visco e’ parso distaccato, da arbitro supremo, non da vigile controllore del sistema bancario quale dovrebbe essere. Nessun imbarazzo, nessuna autocritica. Nessun accenno ad indagini interne. Un ribadire che fino al 2013 andava tutto bene, mentre la catastrofe di Etruria era già chiara dal 2011, mentre le premesse negative per quella di Vicenza risalgono addirittura al 2001. Bankitalia ed il suo presidente, per bocca di Visco, in sostanza hanno fatto tutto quello che potevano fare in base alle leggi in vigore, ed ogni volta che hanno constatato che qualcosa non andava, lo avrebbero sempre segnalato ai Pm competenti. Niente di nuovo sotto il sole, dunque. Mentre qualcuno dei presenti, dei commentatori, si e’ lamentato di aver perso qualche ora annoiandosi mentre avrebbe preferito, di sicuro, porre qualche domanda, forse insidiosa per Visco, ma doverosa nei confronti del Paese.
foto di Luca Soldi.
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