DI NICOLA FRATOIANNI

fratoianni-

La storia di Sara, la giovane donna bruciata viva dall’ex fidanzato nell’indifferenza dei passanti, mi ha lasciato senza parole.
L’errore più grande che possiamo fare è sottovalutare.
La colpa inaccettabile sarebbe quella di considerare questa di Sara una storia fuori dall’ordinario e lui che l’ha uccisa semplicemente un mostro.
Sarebbe comodo per la nostra tranquillità, perché un “mostro” è sempre un fatto eccezionale, non quotidiano.
E però non è così: la morte di Sara, il modo in cui è avvenuta, sono fatti collettivi, sono storie di violenza quotidiana.
E il ragazzo non è un mostro. È uno dei volti del nostro tempo, che non si capacita di come possa essere stato rifiutato.
Solo avendo la consapevolezza che Sara e Vincenzo ci “appartengono” capiremo l’enorme lavoro educativo e politico che c’è ancora da fare e potremo provare ad evitare che accada ancora e ancora.

https://i0.wp.com/i.huffpost.com/gen/4367770/images/n-SARA-DI-PIETRANTONIO-large570.jpg

Annunci