DI ELEONORA DE SANCTIS
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Da un’inchiesta condotta da Legambiente, e presentata questa mattina a Roma in cooperazione con l’Anci, scatta l’allarme sullo spopolamento nei Comuni con meno di 5mila abitanti. Dall’analisi dell’organizzazione ambientale si nota come la scarsa attività commerciale, la bassa occupazione, la popolazione residente fatta da molti anziani e pochissimi giovani, il poco turismo e la scarsità di presidi sanitari e di scuole, costituisca quello che viene chiamato “disagio abitativo”, nei piccoli borghi. Nel 1996 questo fenomeno interessava 2.830 piccoli Comuni, aumentati a 3.556 nel 2006 e che si prevede innalzarsi a 4.395 nel corso del 2016.
Negli ultimi 25 anni i paesi sotto i 5mila residenti hanno perso 675mila abitanti, anche se nello stesso periodo la popolazione italiana cresceva del +7%, con un aumento di oltre 4 milioni di cittadini in più rispetto al 1991.
Dati molto allarmanti, se si pensa che i borghi sono storicamente sinonimo di centro abitato di grandezza media e rilevanti per la loro economia prevalentemente commerciale, oltre a possedere la peculiarità di portatori nel tempo di cultura, sapere e tradizioni. Per combattere l’abbandono di questi centri di storia e cultura ogni anno Legambiente organizza la manifestazione “Voler bene all’Italia”, quest’anno alla sua XIII edizione, che si terrà dal 2 al 5 giugno. Per la presidente Rossella Muroni «è indispensabile puntare sulla semplificazione amministrativa, mantenere presidi come scuole, servizi postali e ospedali e garantire risorse per la valorizzazione come prevede il ddl in discussione alla Camera». Anche perché «una politica che dimentica i piccoli comuni – avverte Massimo Castelli, coordinatore dell’Anci – non fa l’interesse del Paese». Il primo gennaio 2016 sono scomparsi 40 Comuni, e il fenomeno non ha intenzione di placarsi. Altri sette progetti di accorpamento hanno avuto il consenso dei cittadini tramite referendum, appoggiando così le mosse del governo che ha confermato il contributo straordinario pari al 40% dei trasferimenti erariali del 2010 per chi si fonde.

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