DI DINO GIARRUSSO

dino giarrusso

Sfida fra i candidati sindaco a Roma, i miei giudizi a caldo, in ordine decrescente.

GIORGIA MELONI: la candidata che sento politicamente più distante mi pare sia quella ad aver fornito la miglior performance. È sciolta, disinvolta, a volte sembra perfino prendersi in giro da sola. Inoltre rintuzza abilmente gli attacchi che gli altri candidati -poco ficcanti, in verità- le rivolgono. Difetto principale, la poca capacità di sedurre, di convincere chi non è già con lei. VOTO: 7

VIRGINIA RAGGI: inizia molto bene, poi si ingessa, si impunta eccessivamente e diventa troppo “maestrina”, perdendo smalto. Bene nell’esporre i contenuti e nel sottolineare la non compromissione del suo partito con le amministrazioni precedenti, male nel rimanere chiusa in un cliché che chi non ama già, dopo stasera amerà ancor meno. VOTO: 6,5

STEFANO FASSINA: non è telegenico, si mangia le parole, ma sui contenuti risponde benissimo. Se avesse più scioltezza, o perlomeno sapesse fingere di credere nella pur vaga possibilità di una vittoria, sarebbe il vincitore assoluto del confronto. Invece dà l’impressione di credere a quello che dice ma di non credere nemmeno come vaga ipotesi di poter andare al ballottaggio. E questo si vede, e non lo aiuterà. VOTO 6+

ROBERTO GIACHETTI: espressione da Cristo sofferente, è scomodo anche nelle strane seggiole inadatte ad uno alto come lui. Dolente, poco convinto, rimane indeciso sull’atteggiamento da tenere rispetto alle giunte precedenti ed al proprio partito, arrivando a rivendicare tanto la chiusura di Malagrotta (fatta da Marino) quanto la cacciata dello stesso Marino. Fa quasi tenerezza nel tentativo di apparire “pulito”, che comunque gli riesce piuttosto bene. Ma fatico a credere che con la performance di stasera -preoccupata, triste- possa convincere qualcuno che non lo avrebbe votato a cambiare idea.
VOTO 5+

ALFIO MARCHINI: bello e telegenico, ma completamente fuori ruolo. Inanella errori di italiano e frasi psichedeliche: “noi non siamo persone, siamo entità”, “spaccio e molestamenti”, “casello giudiziario”, “riduceremo”. Non sa smarcarsi né dall’appoggio di Forza Italia e Storace, né dalla documentata accusa di assenteismo in consiglio comunale. Risulta pure simpatico, e sarebbe perfetto se si trattasse di un reality per scegliere l’amico con cui fare un viaggio in barca. Ma il contendere è ben altro, e per me Marchini non lo coglie, ed è il peggiore in campo. VOTO 4,5

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