DI MITA MEDICI
mita medici
Trovare un canetto che vagola sperso nel centro di un paese vicino Roma e cercare di restituirlo al suo leggittimo proprietario, è un’avventura rocambolesca. È capitato a me oggi. Dunque: Sono in macchina e vedo questa bestiola che rischia di essere investita da vari automobilisti frettolosi, mi fermo cerco di avvicinarlo e lui si fa prendere senza paura, ha il collare ma nessuna targhetta di riconoscimento, mi guardo intorno per capire se qualcuno lo sta cercando, niente. Entro in qualche negozio nelle vicinanze, nessuno ne sa niente. Qualcuno mi consiglia di andare da un veterinario lì vicino per vedere se ha il microchip e quindi risalire al proprietario. Vado. Il veterinario verifica ed EUREKA! il canetto ha il microchip, ma il veterinario non ha il programma per decriptare il codice perche’ stanno aggiornando il sistema centrale. Azz… E adesso che faccio? La ASL veterinaria è in un paese a qualche kilometro di distanza. Decido di andarci comunque, sono una santa. Prima però provo a chiamare per essere sicura di trovare qualcuno. Il telefono squilla e squilla a vuoto. Il cane intanto, mi guarda, annusa, saltella, mi sembra perfettamente in buona salute. Meno male. Prima di affrontare i kilometri per la ASL, decido di andare in Comune, dalla polizia municipale, pare che loro possano decriptare. Sono molto gentili, ma anche loro hanno il sistema obsoleto. Voglio morire, ma mi incaponisco. Mi dicono, i vigili, che hanno parlato con quelli della ASL, e manderanno qualcuno a prendere il cane, per portarlo al canile, sic! ma fino quel momento lo devo tenere io. Ma io non posso! Neanche i vigili. E poi mi piange il cuore perché il cagnolino è un tesoro e magari il padrone è lì in giro, da qualche parte, che lo cerca disperato. OK mi rassegno, lo porterò a casa e aspetterò quelli della ASL. Ma prima decido di passare anche dai carabinieri, magari qualcuno ne ha denunciato la scomparsa. Suono, il cancello si apre, sto per entrare, sempre con la bestiola al seguito, quando sento farfugliare qualcosa, tipo: “Ma questo è Pongo!!!!” Mi giro e una ragazza dal volto pulito, gli occhi felici, ma anche un po’ indagatori, mi guarda e ripete:”Questo è il mio Pongo!!” Il cagnolino, Pongo appunto, saltella più che mai felice e anch’io, confesso, faccio un saltello di gioia e riconsegno Pongo alla sua padroncina che mi ringrazia, grata e un po’ commossa, mentre io le dico “Signorina, oltre al microchip, metta pure una bella medaglietta al collare di Pongo con il suo numero di telefono, la tecnologia non sempre funziona…” ” Si, si e grazie ancora!”. Io mi accorgo di essere sfranta, un po’ per le peripezie che ho dovuto affrontare, un po’ perché sento che Pongo mi è già entrato un po’ nel cuore. Ciao Pongo!!!!!
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