DI ALESSANDRO ROBECCHI
Alessandro Robecchi
Ha ragione Matteo Renzi: gli 80 euro non sono una mancia. Infatti nessuno si sognerebbe mai di rientrare al ristorante e dire al cameriere: “Ehi, tu, ridammi la mancia!”. Invece con gli ottanta euro puoi farlo: scusa ho scherzato, ora ho fatto bene i conti di quanto guadagni e ho scoperto che non ti spettavano.
L’assurdo diventa grottesco se si pensa a quelli che devono restituire gli ottanta euro (960 in totale) con la soave giustificazione che sono troppo poveri per averne diritto. Non sarà una mancia, per carità, ma la frase “sei troppo sfigato per darti la mancia” ha una sua tragicomica perfezione. Ora ci compriamo i pop corn, ci sediamo sul divano e assistiamo all’impareggiabile spettacolo del governo dei regali costretto a chiedere indietro un po’ di regali. Come faranno? Ecco alcune ipotesi allo studio.
Comitati per il “Ricaccia 80 euro” – Saranno composti da volontari che gireranno casa per casa con appositi moduli. Dovranno convincere chi guadagna meno di 8.000 euro all’anno a renderne quasi mille sull’unghia. E’ una soluzione, ma pone due problemi tecnici: nessuno si offre volontario. E se si offrisse qualcuno bisognerebbe capire come equipaggiarlo (si suggerisce un casco per le padellate in testa). Molto critica la sinistra Pd, che chiede di essere ascoltata.
Rimborso forzoso – Emissari del ministero del Tesoro si apposteranno in luoghi strategici delle città e dei paesi, addestrati e professionali. Al comparire di un contribuente, gli sottrarranno in qualche modo qualche centinaia di euro, con il vecchio metodo della truffa agli anziani, o semplicemente a mano armata. Può funzionare, si dice in ambienti vicino a Verdini, mentre la sinistra Pd appare critica e chiede di essere ascoltata.
Rimborso con scasso – Individuati i cittadini incapienti che hanno una macchina, anche una vecchia scassatissima utilitaria, il Ministero dell’ Economia provvederà a sequestrare nottetempo la ruota anteriore sinistra. Soluzione interessante, ma di difficile attuazione. Al ministero si chiedono: “Dove metteremo tutte quelle ruote?”. I verdiniani rispondono: “Tranquilli, abbiamo un amico a Caserta che, dopo ti spiego, non al telefono, però!”. La sinistra Pd avanza qualche distinguo e chiede di essere ascoltata.
Rastrellamenti – Metodo forse un po’ cinico, ma non è forse cinica la politica fiscale? Convocare tutti gli incapienti con la promessa di dargli altri 80 euro, e una volta catturata la loro attenzione parlargli chiaro: “So dove va a scuola tuo figlio,  rendimi i soldi che ti ho dato”. Oppure: “In questo momento a casa tua un nostro uomo tiene sotto tiro la tua famiglia, sbrigati, hai portato i soldi?”. Interrogato in proposito il presidente emerito Napolitano dice che sarebbe perfettamente costituzionale, e che anche se non lo è, garantisce lui che i vecchi padri costituenti la pensavano un po’ così. I verdiniani offrono mano d’opera specializzata. La sinistra Pd annuncia la sua netta opposizione e chiede di essere ascoltata.
Soluzione politica. Il segretario del Pd si riunisce con il presidente del Consiglio e decide di convocare una direzione del partito con importanti novità in materia fiscale. Il suo intervento sarà incentrato sulla necessità di considerare la solidarietà sociale più importante e decisiva di alcune leggi, tipo quelle fatte in fretta e furia per vincere le elezioni europee. Ora è il momento di mettere in pratica questa solidarietà, per cui l’assemblea vota che a rendere gli 80 euro degli incapienti – quelli che erano troppo poveri per meritarseli –  siano i rappresentanti della sinistra Pd. Voto unanime a favore. Pieno appoggio dei verdiniani. La sinistra Pd non ha partecipato al voto perché si è recata a prelevare presso il più vicino bancomat. Ma fa sapere con un duro comunicato che dopo il versamento vorrà essere ascoltata.
Annunci