DI ARMANDO SOMMAJUOLO
ARMANDO SOMMAJUOLO
QUESTA MATTINA HO ACCOMPAGNATO UN AMICO A RINNOVARE LA SCHEDA ELETTORALE SCADUTA.
Fino a qualche mese fa si poteva prenotare il giorno e l’ora del ritiro. Si faceva tutto via internet e quando arrivava il giorno dell’appuntamento ci si recava agli sportelli anagrafici del proprio municipio e in una decina di minuti si faceva tutto. Oggi chissà perché, tutto questo-almeno nella mia circoscrizione- non e’ più’ possibile. Bisogna recarsi di persona e fare la fila. Davanti a noi ci sono 77 persone e quando arriviamo siamo al numero 17. Tutto e’ di una lentezza esasperante e di sportelli aperti ce nè solo uno. Dopo mezz’ora di snervante attesa la gente in fila comincia a protestare e qualche funzionario decide di aprire altri due sportelli. Un “signore” col numero 81 si intrufola e si presenta davanti allo sportello saltando la fila. La gente protesta, parte il solito battibecco e non finisce in rissa. Ma il “signore” in questione e’ veramente arrogante.
Quando arriva il nostro turno chiediamo spiegazione agli impiegati, vogliamo sapere perché hanno accettato di servire un tizio che in realtà avrebbe dovuto attendere pazientemente il suo turno. La risposta e’ sconcertante: affermano che loro non possono vedere i numeri che scattano in progressione, ne’ possono intervenire manualmente sul sistema. Quindi loro non sanno se il tizio che gli si presenta davanti fa il furbo o meno.
Non sarà ovunque così, ma qui siamo a Roma. E come tutti voi sapete, anche ritirare un semplice documento diventa difficile. Questo avviene nell’Anno Domini 2016.
foto di Armando Sommajuolo.
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