DI FABIO BALDASSARRI
fabio baldassarri
PREMESSA
Succede a Piombino: propaggine della Populonia etrusca, città-stato che Rossellini mise al centro del lungometraggio “L’età del ferro”, luogo in cui il 10.09.1943 i piombinesi riportarono alle batterie i militari in “libera uscita” (dopo l’editto Badoglio) per cacciare i tedeschi che intendevano sbarcare sul porto, città in cui prima del Comitato di liberazione nazionale si era già costituito il Comitato di concentrazione antifascista, città la cui popolazione mentre all’indomani della Liberazione si aggirava ancora fra le macerie dei bombardamenti si rimboccava le maniche per produrre l’acciaio necessario alla Ricostruzione del Paese, città e cittadini che hanno sempre accettato le crisi cicliche e tecnologiche della siderurgia lottando ogni volta per il lavoro senza mai compiere atti di violenza, lavoratori che negli anni ’50 furono essi stessi oggetto di violenze che poi lo Stato riconobbe come frutto di discriminazioni politiche e sindacali, città che dopo una lunga battaglia di verità e giustizia ricevette nel 2000, dalle mani di Carlo Azeglio Ciampi, le medaglia d’oro al valor militare per la Resistenza.
Succede a Piombino, dunque, che per il 70° anniversario della Repubblica, il 2 giugno, il Partito Democratico decida di iniziare la campagna per il SI con la ministra Maria Elena Boschi allo storico Teatro Metropolitan, nel palazzo che fu dell’Accademia dei ravvivati, poi dell’Associazione mutilati e invalidi di guerra e, in seguito, venne acquistato dal Comune con i locali soprastanti che adesso ospitano associazioni fra cui l’ANPI. Succede a Piombino, tutto questo, e rende triste anche il mio compleanno: settanta anni anch’essi, soltanto fra 17 giorni. Per il 2 Giugno, difatti, io (ormai lontano sindaco di questa città), ho dovuto fare una scelta che non avrei mai sognato di dover compiere: sono stato invitato dal Pd (sebbene mi sia autosospeso in dissenso sin dal 2014) a una manifestazione indetta dallo stesso partito con un ministro della Repubblica per inaugurare a livello nazionale la campagna del SI, ma sono stato invitato anche dal comitato locale del NO di cui sono tra i fondatori per una contromanifestazione. Ebbene, allora ho scritto due post su facebook che hanno ricevuto immediatamente oltre un centinaio fra like, condivisioni e commenti e che continuano a pervenire anche in queste ore.
Su espressa richiesta del direttore di ALGAnews Lucio Giordano, li ripropongo alla vostra attenzione:
PRIMO POST
“Voterò NO e invito a votare NO al referendum costituzionale di ottobre. Sono tra i fondatori del primo comitato per il NO di questa zona e condivido assolutamente le posizioni dell’ANPI nei termini in cui mi sono espresso apertamente al congresso di Piombino. Ho cercato anche di spiegare più volte sulla mia bacheca facebook e sul giornale on-line in cui scrivo abitualmente (ALGAnews) le ragioni per cui mantengo, senza se e senza ma, questa posizione. Tuttavia, essendo stato invitato da entrambi, informo che non parteciperò alla manifestazione indetta il 2 giugno a Piombino per il SI con l’adesione dichiarata del Pd in cui è previsto l’intervento del ministro delle riforme Maria Elena Boschi, e neppure a quella indetta per il NO con l’adesione dichiarata di liste civiche e partiti (nati dalle scissioni Pci-Pds-Ds-Pd) o presunti movimenti (come l’M5s) in cui sono previsti interventi di loro rappresentanti. Ho notato che da un lato e dall’altro si è fatto sfoggio più volte di illustri costituzionalisti. Sarebbe stato meglio dare la parola a qualcuno di loro, magari in un dibattito pubblico che li ponesse di fronte a quei cittadini che sentono il bisogno di informarsi e partecipare. Invece, da entrambe le parti, si sta trasformando ciò che dovrebbe essere un confronto fra liberi elettori, in uno scontro fra militanti di forze politiche avverse come, del resto, fin dall’inizio era nelle intenzioni di Renzi il quale ripete, sebbene sempre più fiaccamente, di volerci mettere la faccia. Sia chiaro, non è perché io sia un oppositore del presidente del consiglio che non ci sto. Non ci sto perché ritengo sbagliato sia che Renzi lanci l’amo, sia che i suoi interlocutori abbocchino.”
SECONDO POST
“Vorrei precisare: non ho nessuna intenzione di uscire dal comitato del No e, di sicuro, continuerò a fare quello che posso fare. Solo che mi sarebbe piaciuto che il 2 giugno fosse stata la Festa della Repubblica per tutti. Invece al Teatro Metropolitan ci saranno quelli del SI, e in Piazza Gramsci quelli del NO: ognuno, tra l’altro, troppo marcato politicamente. So bene che a cominciare è stato il Pd annunciando la manifestazione del Metropolitan, ma non bisognava seguirlo su questa strada e, anzi, contestare l’inopportunità della scelta. La campagna elettorale sarà lunga, e ci vedrà impegnati a fare chiarezza sia con gli indecisi che con coloro che sono condizionati da un malinteso senso di disciplina sebbene, con la carta fondamentale dello Stato, la disciplina di partito non debba avere nulla a che fare. La possibilità del referendum sulle modifiche costituzionali fu istituita proprio per uscire dalla logica maggioranza/opposizione che si forma nei parlamenti (tant’è vero che è resa più facile anche dalla possibilità di non raggiungere un quorum) e per dare l’opportunità ai cittadini, tutti, di votare in modo persino difforme dal partito di provenienza. Non vi fate intimidire dunque! E’ un vostro diritto votare come vi pare e piace. E non lasciate che i rottamatori insinuino che coloro che sono fisiologicamente passati nell’Olimpo dei rottamati, chissà per quale ragione la dovrebbero pensare esattamente al loro stesso modo.”
CONCLUSIONE
Non ho altro da aggiungere fuorché quanto accade a Piombino non rende di certo il mio compleanno migliore. Ma questo conta davvero poco. Anzi: nulla. Va assai peggio (almeno per quanto riguarda Piombino) alla Repubblica Italiana. Spero che altrove vi sia un po’ più di giudizio.

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