DI SILVIA GARAMBOIS
Silvia Garambois
Loi travail fermo al palo. Clima sempre più caldo in tutta la Francia alla vigilia dei campionati europeo di Calcio. Sono passati tre mesi da quando la protesta è iniziata, e alla rigidità del governo si contrappone un fronte sempre più vasto.
Si chiama “Nuit debout” (“notte in piedi”) il luogo social della rivolta francese contro la legge sul lavoro voluta da Hollande: qui – sul sito, sulle pagine facebook e twitter – corrono le notizie, gli appuntamenti, i video, i messaggi. Qui la colonna sonora è sulle note di “Bella Ciao” che l’orchestra suona in piazza, “eterno canto di resistenza”. Sono passati tre mesi da quando la protesta è iniziata, e alla rigidità del governo si contrappone un fronte sempre più vasto. Non è solo Parigi, non sono solo le grandi città. Non sono solo le piazze, ma assemblee, commissioni, lezioni – sul lavoro, sull’immigrazione, di economia – in mezza Francia. I lavoratori, gli studenti.
Le notizie in Italia arrivano soffuse, rarefatte. Ma di là dalle Alpi, dopo aver bloccato i porti, le raffinerie e i depositi di carburanti, persino le centrali nucleari, i manifestanti hanno annunciato di andare avanti, di voler fermare i trasporti pubblici, le grandi comunicazioni. Sono pronti allo sciopero i lavoratori delle ferrovie, del trasporto aereo, della metro parigina. Libertà di licenziamento e superamento dei contratti nazionali: sono questi i due punti centrali della “Loi travail”, che hanno fatto esplodere la protesta. E la scorsa settimana erano trecentomila in piazza. Ci sono stati scontri, a Nantes, a Bordeaux, a Marsiglia, a Parigi.
Philippe Martinez, il numero uno della Cgt, la maggiore organizzazione dei lavoratori, lo aveva anticipato: “Siamo determinati. Promettiamo che se il governo non ritira il suo progetto, se i lavoratori non sono d’accordo, le mobilitazioni continueranno e si estenderanno”.
Il governo annuncia di voler tenere duro. I francesi però – secondo i sondaggi – sono convinti che nei prossimi giorni qualcosa si sbloccherà, calendario alla mano. La prossima manifestazione nazionale, infatti, è annunciata per il 14 giugno: e questa sì preoccupa l’Europa intera. Perché? In Francia si giocano gli Europei di calcio.
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