DI TONI CAPUOZZO

toni capuozzo

Sono sceso a Pantelleria per organizzare il mio buen retiro estivo e da venerdì sera l’incendio ha dominato i giorni e le notti dell’isola. Attorno alla Montagna Grande seicento ettari di bosco -macchia mediterranea, pini marittimi, pini d’Aleppo (e di questi ultimi è quasi commovente il nome) – sono andati in cenere. Le fiamme, nonostante il lavoro di quattro Canadair – hanno raggiunto vigneti e campi di capperi, danneggiato aree attrezzate lungo i sentieri e reti di protezione sulla strada perimetrale che fa il giro dell’isola, adesso chiusa per frane. Nonostante Pantelleria sia più vicina all’Africa che all’Italia, è una storia molto italiana. Incendio certamente doloso, fuoco appiccato in più punti, in giorni di vento e alla sera, in luoghi irraggiungibili dai mezzi dei vigili del fuoco. C’è chi dice che in ballo vi sia il rinnovo dell’assunzione dei forestali, chi teme l’opposizione al progetto di un parco naturale che comprenda tutta Pantelleria, imponendo vincoli. I panteschi sono a lutto, vedremo se vincerà il silenzio. Il fuoco ha creato problemi ai collegamenti telefonici e ai ripetitori televisivi, ma quello che immalinconisce è che, risolti quelli, ci vorranno anni perchè i boschi riscrescano. Dalla mia casa, sul versante opposto dell’isola, si vedeva questo, la mattina del sabato. Le foto sono del mio amico di tante disavventure, Salvo La Barbera.
foto di Toni Capuozzo.
foto di Toni Capuozzo.
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