DI ANTONELLA SODDU
antonella soddu
Anna e Chiara – i nomi sono di fantasia, ma i fatti sono veri – sono due donne, lesbiche, italiane e forti della legge recentemente approvata si sono presentate allo sportello Atc di Torino per fare domanda finalizzata ad ottenere la casa popolare. La legge garantisce loro gli stessi diritti delle coppie etero. Peccato che non la pensi cosi l’impiegato allo sportello che rivendica il suo diritto all’obiezione di coscienza.
I fatti: Anna, divorziata, disoccupata e con una figlia, già tre mesi fa si era presentata allo sportello dietro il quale c’era lo stesso impiegato che anche allora aveva negato alla donna la possibilità di presentare la domanda che le avrebbe consentito di ospitare in casa Chiara, sua moglie. L’uomo aveva fatto ricorso a numerosi pretesti compreso il fatto che la domanda non poteva esser accolta per mancanza di una legge specifica. Ai rifiuti da parte dell’uomo di adempiere ai propri doveri avevano posto rimedio i colleghi e la domanda era stata accolta.
Pochi giorni fa le due donne si sono recate presso gli uffici per fare domanda finalizzata ad ottenere la casa popolare e questa volta l’impiegato fervente difensore della famiglia tradizionale non ne ha proprio voluto sapere: “Non posso accettarla, faccio obiezione di coscienza“. Le due donne non si sono scoraggiate e hanno annunciato l’intenzione di sporgere denuncia. Ma l’uomo è stato irremovibile. “Un comportamento inaccettabile – ha tenuto a precisare il Presidente dell’ Act Marcello Mazzù – abbiamo aperto il procedimento disciplinare, ha leso la dignità umana di due persone e non può più stare allo sportello a contatto con il pubblico. Per quanto ci riguarda – ha proseguito – l’Act, gà prima dell’approvazione della legge, prevedeva la possibilità di convivenza more uxorio per due persone dello stesso sesso. E non esiste nessuna obiezione di coscienza che lo impedisca” .
L’impiegato obiettore si è visto applicare la decurtazione dello stipendio perdendo l’indennità sportello e dovrà ora attendere la conclusione del provvedimento disciplinare.

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