DI LUCA SOLDI
luca soldi
In quello scrigno prezioso che è la nostra Lampedusa, oggi, apre il Museo della fiducia e del dialogo per il Mediterraneo. L’isola che unisce che non di arrende, accoglie un museo messo in piedi dal comune, e da alcune organizzazioni e comitati locali, in collaborazione con i ministeri delle attività culturali italiano e tunisino. Alle opere d’arte e fotografie dedicate al tema dei migranti, si affiancheranno gli oggetti recuperati in mare durante i salvataggi. Anche oggi, dunque, torna ad essere il giorno di Lampedusa che per qualche ora, qualche istante, non viene nominata per essere solo il luogo della speranza, il punto di arrivo e ripartenza, oppure il porto che accoglie i “sacchi” con tanti giovani vite perse.
Lampedusa, oggi, si trasforma nel più grande museo del Mediterraneo. E la sua gente accoglierà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che nel pomeriggio inaugurerà il Museo della fiducia e del dialogo per il Mediterraneo. Insieme a Mattarella, a qualche politico di turno, tanti italiani, compresi quelli che non potranno arrivarci, ma che saranno li, idealmente, ma altrettanto intensamente. Proprio mentre sulla costa di fronte, quella libica, mani pietose hanno raccolto 117 corpi, fra i quali quelli di cinque bambini. Fra poche ore alla Porta d’Europa il Presidente depositerà una corona di fiori presso il monumento di Paladino. Subito dopo si sposterà, al Museo della fiducia e del dialogo per il Mediterraneo per l’inaugurazione. Inoltre, al Museo, oltre alle autorità sarà presente il Direttore del Museo del Bardo, della Galleria degli Uffizi, e di Maria Falcone, per la Fondazione Falcone che fra l’altro è primo social partner del Museo. “La nostra e’ una sfida culturale. Il Comune di Lampedusa-Linosa, il Comitato 3 ottobre e First Social Life hanno immaginato la possibilita’ di costruire un nuovo luogo, uno spazio nel quale dimostrare che per cominciare a costruire il ‘welfare della fiducia’ si deve sempre partire dal riconoscimento delle identita’ comuni e molteplici di tutto il Mediterraneo”. Lo ha detto a Radio1 Rai, Alessandro De Lisi, uno dei curatori del museo. “Per l’occasione sono arrivate sull’isola opere molto importanti, come ‘L’amore dormiente’ di Caravaggio, che la Galleria degli Uffizi ha messo generosamente a disposizione. Per quello che vuole essere un omaggio a tutti i bambini del Mediterraneo, bambini che soffrono, che vivono esperienze drammatiche, che sono saliti in cielo o che sono riusciti ad arrivare in una nuova casa. E poi ci sarà un’antica e preziosissima maschera punica, un volto di donna, messa a disposizione dal Museo del Bardo di Tunisi, cosi’ duramente colpito dal terrorismo. “Vorremmo – ha proseguito De Lisi – che attraverso questa iniziativa chi arriva a Lampedusa potesse capire che l’Europa non e’ soltanto muri e filo spinato”. Così: “Torna nelle sue acque di origine, e non solo per un motivo artistico, l’Eros Dormiente del Caravaggio, simbolo di accoglienza e speranza”. A dirlo il direttore degli Uffizi Eike Schmidt, spiega, la presenza, l’esposizione dell’Eros Dormiente di Caravaggio nel museo. “Caravaggio lo dipinse nel 1608 mentre, ricercato per omicidio, si era rifugiato ed era stato accolto a Malta. L’Amore che dorme – aggiunge il direttore degli Uffizi- ricorda i tanti bambini, partiti sui barconi, che non ce l’hanno fatta. Ma il nostro è anche un messaggio di speranza e di solidarietà ed è monito dell’amore che dobbiamo risvegliare verso chi ha bisogno”.
E per celebrare la festa di Lampedusa, del Mediterraneo, cosa meglio di rileggere insieme, la preghiera laica di Erri De Luca, intitolata:
Mare nostro che non sei nei cieli
Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale
e sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
pescatori usciti nella notte
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati
Mare nostro che non sei nei cieli
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva di vendemmia,
Che abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le riabbassi a tappeto
custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale
fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte
di padre e di madre prima di partire
foto di Luca Soldi.
foto di Luca Soldi.
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