DI CARMEN VURCHIO
carmen vurchio

Altro che Unione Europea. L’Europa è sempre più divisa tra il rischio divisione e il rischio crollo. A minacciarla sono le emergenze ma anche alcuni paesi membri che hanno una visione diversa del mondo. Tra questi la Polonia, che fa parte dell’Europa dal 2004 e che, dopo dodici anni, viene richiamata all’ordine. Il suo governo, guidato da Beata Szydlo, è accusato dall’esecutivo europeo di “minare le fondamenta della democrazia”. Roba non da poco.
Secondo Bernard Guetta, di France Inter, “dalla nascita dell’Unione europea non si era mai visto niente di simile. L’indagine si concentrerà sulla Corte costituzionale polacca dopo che il governo ne ha modificato il funzionamento e la composizione in modo da limitarne e ostacolarne i poteri di controllo sul governo e le sue decisioni. Ma Bruxelles si preoccupa anche per l’attacco alla televisione pubblica e per alcune iniziative che minacciano l’indipendenza della magistratura.”

Per gli esperti legali del Consiglio d’Europa la riforma viola lo stato di diritto, la democrazia e i diritti umani, principi fondatori dell’Unione.

La Polonia ha due settimane di tempo per correre ai ripari, tranquillizzare i colleghi europei ed evitare i successivi passi della Commissione che potrebbero arrivare a quello più pesante: “la sospensione del diritto di voto della Polonia nel Consiglio europeo, dove si prendono tutte le grandi decisioni politiche”. Fatto che non piace all’Ungheria, altro Paese accentratore, con un governo pronto a schierarsi dalla parte di Varsavia.

Il segnale della Commissione resta forte, molto più dell’Europa stessa, che ha da tempo un corpo e due anime, con due visioni del mondo, lontane anni luce l’una dall’altra. Forse è giunto il momento di aprire gli occhi, guardare la realtà e agire di conseguenza, dividendo in due un’Europa mai stata unita o accettando semplicemente che perisca, insieme a un sogno che si sta rivelando, giorno dopo giorno, sempre più irrealizzabile.

foto di Carmen Vurchio.
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