DI CRISTINA GIUFFRIDA

CRISTINA GIUFFRIDA

Ancora vittime di un palleggio tra coloro che cincischiano tra una parola errata ed una di troppo. Tra un populismo ed un popolare. Tra un “do ut des” ormai senza ritegno che in gioco, porta la vita.
Chi “decide” queste condanne?
Chi non ha mai deciso di acconsentire ad ogni essere umano di poter giungere in luoghi “sicuri” in modo legale e sicuro.
Solo allora la strage cesserebbe.
Non sono le leggine europee a fermare la necessità di fuggire dalla morte certa che fermeranno i nostri fratelli.
E questo lo so io, ultima degli ultimi, e lo sanno loro, i firmatari di queste leggine.
E’ grave che non faccia più notizia la strage in mare, è grave che la popolazione pare assuefatta ed arresa alla notizia delle stragi, data quasi per caso e letta quasi mai con attenzione.
E’ solo un motivo per dire che o si è a favore o si è contro.
Dall’ultimo G7 solo sanzioni e blocchi come il blocco di ogni operazione finanziaria e commerciale con la Siria, impossibilitando anche ad inviare offerte alle Chiese siriane per i loro progetti umanitari.
I provvedimenti colpiscono quindi tutto il popolo siriano, che non ha più alcuna speranza per il futuro se non fuggire in Europa o nei paesi limitrofi.
Ma agli USA interessa tutto questo? Il disastro siriano colpisce gli USA quanto colpisce l’Europa?
Gli europei non sono abbastanza numerosi, ricchi e con alle spalle una storia importante, da poter decidere da soli sulla tragica vicenda siriana?
Parlamentari europeisti o euroscettici, nazionalisti o internazionalisti, tutti dovrebbero insorgere contro questa situazione.
Cioè contro l’ obbligo imposto dagli USA all’Europa di continuare a partecipare alla distruzione della Siria ed a pagare anch’essa, per questo crimine commesso, un enorme prezzo.
Nel frattempo, ci pensa il mare ad accogliere tutti i nostri fratelli…
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