DI ROBERTO SCHENA
roberto schena
Milano è la dimostrazione lampante della nullità politica e strutturale dei 5 stelle: era sotto la diretta gestione dei Casaleggio, padre e figlio, eppure sono arrivati alle elezioni che non sapevano nemmeno chi candidare. Il primo, anche se nominato, non ha accettato, quello che hanno messo (Corrado) è un illustre sconosciuto. Nei 5 anni trascorsi non hanno mai organizzato un convegno che sia uno sulla città, che dico? Un corso interno. Il livello di preparazione dei candidati nelle zone è inesistente, tutt’al più è “non pervenuto”. A Milano i 5 stelle non hanno chance, ma in realtà non ce l’hanno nemmeno a Torino e a Napoli, solo a Roma, però solo per insipienza altrui, ricaduta passiva di un elettorato desideroso di vendetta.Una cosa giusta la Raggi l’aveva detta: pensare di fare le olimpiadi a Roma è criminale. Caspita, mi sono detto, vuoi vedere che mi devo ricredere, l’ho sottovalutata, i 5 stelle gli attributi ce li hanno. E’ durata due ore, sono bastate le proteste del Coni che Raggi ha già ha ritirato tutto: “Criminale è disinteressarsi e snobbare i problemi reali dei romani pensando solo alla realizzazione delle grandi opere, non mi riferivo ovviamente alle Olimpiadi, di fronte alle quali non c’è alcun pregiudizio da parte del M5S, anche se la nostra linea non cambia: Roma deve prima pensare all’ordinario e poi valuteremo lo straordinario”. Insomma, le olimpiadi sono utili (all’Italia, innanzi tutto) o no? Quante probabilità ci sono che finiscano con una retata di eccellenze, di cui vergognarsi al cospetto del mondo? I 5 stelle le vogliono o no? Come sempre, il linguaggio dei furbi si contorce: sì, no, ni, so, vedremo. Decidono tutto all’ultimo momento, ribaltano come vogliono.
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