DI ELIO LANNUTTI
elio lannutti
Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto al presidente del Consiglio Matteo Renzi, di chiarire l’ultima vergogna del governo, che dopo aver reclamizzato il bonus di 80 euro come utile prebenda per rilanciare i consumi, alleviare le condizioni di vita degli incapienti (sotto i 7.500 euro), vincere le elezioni europee, ne chiede la restituzione ai più poveri, rei di non aver trovato lavoro o di essere stati licenziati.
Dopo l’amara scoperta per molti contribuenti, 1,4 milioni che hanno ricevuto per errore il bonus di 80 Euro e sono stati chiamati a restituirli in una unica soluzione dopo che hanno presentato la dichiarazione dei redditi, visto che il bonus venne attribuito dal datore di lavoro direttamente sulla busta paga, mese per mese, sulla base del reddito da lavoro del dipendente, il presidente del Consiglio ha l’obbligo di rispondere sull’ennesimo gioco delle tre carte, che penalizza la povera gente.
Stava al contribuente infatti dichiarare la presenza di altri redditi (pensioni, rendite da locazione o altro) che comportano uno sforamento dei parametri di accesso al bonus. Questo meccanismo ha fatto sì che a causa di errori, mancate comunicazioni o entrate impreviste, molti cittadini  pur non avendone il  diritto hanno ricevuto il bonus. Federconsumatori e Adusbef sottolineano che “ciò che è grave, è che non solo il Governo avrebbe dovuto prevenire la possibilità del verificarsi di simili errori e mancati adeguamenti reddituali, ma soprattutto non può e non deve pretendere la restituzione in unica tranche di tali importi”.
Ma ci sono anche i casi di chi è risultato incapiente, con un reddito sotto gli 8 mila euro. Sono circa 341mila i contribuenti incapienti, che guadagnano talmente poco che non pagano imposte perché la detrazione fiscale per il reddito da lavoro dipendente supera l’ammontare di tasse che dovrebbero pagare, che non avrebbero dovuto ricevere il bonus e ora sono chiamati a restituirlo, per una cifra pari a circa 160 Euro a testa. Una situazione insostenibile per quello che doveva essere un bonus per aiutare i cittadini si è trasformato nell’ennesimo salasso.
“Riteniamo che il Governo, responsabile di non aver previsto un meccanismo in grado di evitare questi gravi errori, debba farsi carico prima di tutto della situazione degli incapienti, colpevoli di essere stati licenziati o di non aver trovato lavoro, che devono essere tutelati, per non aggiungere al danno, la beffa.
Inoltre, per gli altri è fondamentale prevedere un sistema automatico di rateizzazione per coloro che hanno ricevuto indebitamente il bonus, essendo intollerabile  il fatto di dover pagare in unica soluzione,  a causa di  evidenti e lampanti errori, che nella stragrande maggioranza dei casi, sono indipendenti dalla volontà dei contribuenti.
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