DI GUIDO MELIS

guido melis

Su fb si sta svolgendo un intenso dibattito sul prossimo referendum costituzionale. Un momento: ho detto dibattito? Sul vocabolario sarebbe una esposizione di idee contrastanti al fine di convincere pacatamente l’interlocutore. Invece qui si parla da soli, nessuno legge, molti ripetono frasi fatte. Il referendum verte su quesiti specifici e circoscritti, ma molti ignorano quei quesiti. Riguarda una parte molto piccola della Costituzione, molti ne parlano come di uno tsunami che travolgerà tutto il testo, e con esso la democrazia stessa. Molti sparano a vanvera. Li interessa Renzi, la riforma elettorale (che il referendum non tocca perché frutto di legge ordinaria), la banca Etruria, lo Jobs act, la auspicata fine dell’Europa unità. Tutto fuorché il referendum. . Il cd dibattito è un pretesto, i sostenitori della tesi avversa nemici del popolo, aspiranti a poltrone, disonesti, dicono bugie, sono vili e traditori .. Insomma si fa chiasso con la bocca, senza collegare il cervello. È la democrazia, ragazzi, e non sarò certo io a lamentarmi. Ma, vi prego, abbassate l’audio. Leggete la riforma sul suo testo. Leggete i quesiti. Chiedetevi cosa li può avere ispirati e chi vuole cosa. Poi votate come volete, in scienza e coscienza. Ma sappiate che non c’è alcun pericolo per la democrazia che siamo un paese dove ci sono decine di decisori autonomi (forse troppi, rispetto alle democrazie europee) e che Renzi non è Jack lo Squartatore.

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