DI ENNIO REMONDINO
ennio remondino
Qualcheduno in occidente e nella Nato dovrebbe iniziare a preoccuparsi per ciò che sta accadendo da qualche anno in Turchia. Il parlamento tedesco definisce genocidio la strage di armeni nell’impero ottomano di un secolo fa e Ankara richiama l’ambasciatore a Berlino. Il neo premier si arrabbia in con i tedeschi e ammonisca in casa, o costituzione presidenzialista o nuove elezioni. Due giorni fa l’appello alla famiglia musulmana con tanti figli. Per la moglie, l’harem fu scuola di vita per le donne.
Armenian_ COPERTINA
Mussolini piaceva al padre della Turchia moderna Ataturk e la base del codice penale turco ancora oggi in vigore è derivazione diretta dal Codice Rocco di legalità fascista. Detto questo -dati storici- ciò sta accadendo in Turchia in una successione accelerata di fatti, qualche preoccupazione di neo fascismo, o autoritarismo anche violento, dovrebbe suscitarla.
UNO, GENOCIDIO-MASSACRO ARMENO
Il Parlamento tedesco ha approvato oggi una mozione che etichetta come ‘genocidio’ la strage di armeni compiuta dai turchi ottomani un secolo fa e la Turchia richiama il proprio ambasciatore.
Gesto irrazionale, lo aveva definito prima del voto il neo premier turco Binali Yildirim, dopo giorni di un’aspra campagna di accuse da parte di Ankara. Test per l’amicizia tra i due Paesi, era stata la minaccia, visto che in Germania vivono “3,5 milioni di elettori di origine turca che contribuiscono per 40 miliardi all’economia tedesca”.
In precedenza, il premier di Ankara aveva assicurato che in ogni caso non sarà questo voto a mettere in discussione l’accordo con l’Ue sui migranti.
DUE, O PRESIDENZIALISMO O ANCORA ALLE URNE
Litigato con Berlino su mandato superiore, il neo premier ancora sconosciuto al mondo lancia anche la sfida in casa. «In Turchia è il momento di aprire la strada a una nuova Costituzione e a un sistema presidenziale. Porteremo in Parlamento una proposta di riforma costituzionale. Se non si potrà trovare una soluzione politica, la parola andrà al popolo con elezioni anticipate». Lo ha detto Binali Yildirim, in un discorso ai vertici del suo partito Akp a cui il mese scorso, il presidente Erdogan aveva affidato la guida del governo, al posto di Ahmet Davutoglu, con l’obiettivo primario di accelerare sul presidenzialismo.
TRE, LA FAMIGLIA MUSULMANA DEVE PROCREARE
Altro segnale ‘mussoliniano’, la campagna demografica del presidente. “Islam e controllo delle nascite sono incompatibili”. La nuova polemica scatenata dal presidente turco sulle «famiglie moderne». Dopo il vespaio di un mese fa su una nuova Costituzione estranea al principio di laicità, il 31 maggio, attacco alla famiglia moderna in cui i genitori ragionano su quanti figli fare e se farli.«In una famiglia musulmana non può esserci un controllo delle nascite e, su questo, il compito principale tocca alle madri» dice Erdogan neo-ottomano alla guida dell’islam sunnita.
«Abbiamo bisogno di aumentare il numero dei nostri eredi». Per fare cosa? Zappa o fucile?
Recep Tayyip Erdogan und Frau Emine
QUATTRO, 8 MARZO E LA DONNA SOLO MADRE
L’8 marzo scorso Erdogan affermò di considerare la donna in primo luogo «una madre», auspicando «almeno 3 figli a sposa». Contraccezione come «tradimento della patria», dell’aborto come «omicidio» e i parti cesarei sospettati di ridurre la fertilità. La famiglia esiste in quanto è religiosa. Niente convivenze prima del matrimonio e ai piaceri terreni non finalizzati alla procreazione.
Erdogan, ha avuto due figli e due figlie dalla moglie Emine, che sempre a marzo sostenne che l’harem nella cultura ottomana fu scuola di vita per le donne.
CINQUE, ADDIO TURCHIA LAICA
Nessun calo demografico in Turchia (10 milioni di abitanti in più negli ultimi 15 anni), ma scontro con la metà del paese laica, liberale, orgogliosa dell’eredità di Ataturk.
«Non può usurpare i nostri diritti con dichiarazioni da Medioevo», replicano gli attivisti della piattaforma Platform to Stop Violence Against Women, la mancanza di donne nel nuovo governo.
La sola ministra donna è Fatma Betul Sayan Kaya, responsabile della famiglia.
Secondo gli economisti il mercato turco ha proprio il problema proprio di non aver integrato abbastanza le professionalità femminili.
Ma Erdogan tira dritto, a costo di ritrovarsi contro le donne, i laici e la media borghesia urbana.
Sempre più isolato in una regione in cui sognava zero problemi con i vicini ed è invece circondato da problemi e da nemici.
http://www.remocontro.it/2016/06/02/genocidio-armeno-nazionalismo-turco-e-listeria-di-erdogan/
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