DI CRISTINA GIUFFRIDA
CRISTINA GIUFFRIDA.
Quindi, l’omicida di Sara, ha atteso che fosse sola prima di agire, questo è emblematico per un individuo che trova il suo “coraggio” solo se a tu per tu con una donna!
C’è un colpevole (e dietro di lui chissà quanti invisibili colpevoli che hanno mosso quella mente turbata) e c’è la caccia alle streghe non mi è mai piaciuta e non mi piace leggere oggi che i testimoni dell’efferato delitto a Roma, siano diventati forse più colpevoli del vero responsabile.
Non mi piace nemmeno il qualunquismo che si rivolge alla popolazione romana.
C’è, intanto, da rispettare un atroce delitto (non il primo purtroppo in Italia).
C’è da ponderare sempre il “se capitasse a me”; non sarebbe la prima volta che su facebook siamo tutti eroi ed eroine e poi, non si sa come e perchè, per strada ci sono impavidi, ignoranti ed elettori “diversi”.
Proporrei la calma dovuta prima di giudicare un’intera città ed i testimoni.
Quando ieri ho scritto che il problema non è il sindaco ma la coscienza “collettiva” mi riferivo alla “collettività” in genere.
Perchè pare che in Sicilia o sei mafioso o “nenti sacciu nenti visti”
Che in Campania o sei camorrista o ti giri dall’altra parte
In Calabria o sei malavitoso o chiudi gli occhi per il troppo sonno.
Insomma, solleviamo tutti le coscienze con un occhio di riguardo al giudizio, che non è quasi mai obiettivo.
C’è anche da dire che spesso si ha davvero paura per strada la notte, ma chi ha telefoni di ultima generazione sempre pronti a twittare o fessbucchiare, se ha paura a scendere e prestare soccorso, accosti la vettura e chiami la polizia o i carabinieri.
Si ingegni anche con la fantasia se non è nella possibilità di telefonare ma non si giri dall’altra parte.
Potrebbe essere un alterco o uno scherzo o un inganno, non importa. Chiamate le autorità competenti.
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