DI MASSIMO WERTMULLER
massimo wertmuller
Una riflessione ad alta voce. Per me,come cittadino e come individuo,la colpa maggiore di quei politici e partiti che ho amato e che oggi non riconosco, non è tanto quella-udite!udite! -di avere assistito in silenzio al degrado della cosa pubblica,della politica,se non quando addirittura avervi partecipato.No,la colpa maggiore,per me,è quella di avermi tolto da sotto gli occhi,la voglia di partecipare,il senso di appartenenza ad un gruppo,la fiducia,il sapere di avere punti di riferimento.Oggi,per fortuna,ho capito che la partecipazione alla comunità regala talmente tanto senso alla vita,che ho spostato questo mia passione dalla politica ad altri argomenti(vedi i diritti degli animali).Però,chi poteva immaginare,per esempio,che nel ventre di una certa sinistra,si poteva concepire il mostro della corruzione?Mafia Capitale?Leggere sui giornali di Odevaine?e si potrebbe ovviamente continuare con gli esempi.Per me la sinistra era IL baluardo.Taccio sulla destra perchè non mi compete e perchè sarebbe gioco facile mettere l’accento sugli amici di certe amministrazioni passate che oggi si passano per nuovi,taccio sui Salvini,taccio su una destra che ha perso i suoi connotati a favore di guerre personali di potere anche peggiori di quelle della sinistra.Gli apparentamenti!E che politica è questa,se il”parente”era il tuo peggior nemico,se il “parente”non ha nulla a che vedere con quello che tu dici ,”dici”,di essere?Io ricordo mio nonno,persona perbene,tutta d’un pezzo,pure troppo,che si presentò nelle file del Partito Liberale.Credeva solo nella moralità e nella legge,pensa te.E aveva come referente Malagodi.Un partito,pure questo,piccolo piccolo ,ma nel quale potevi riconoscere tratti fondamentali di pensiero.Quasi tutta la passata politica non abdicava mai di fronte a quella cosa che si chiamava ideologia,perchè sapeva che il farlo avrebbe significato non essere più riconosciuti.Ora,dice che oggi la sinistra deve cambiare e stare al passo coi tempi.Ma non ho capito esattamente che vuol dire.Quali sono questi tempi?E quale è la sinistra che dovrebbe conformarsi ad essi?Sono i tempi di un capitalismo che sta portando il mondo al disastro?Che mette sempre più il denaro,il profitto,l’utile e il consumismo al centro dell’esistenza del cittadino e delle nazioni?Sono i tempi delle banche?E chi ha detto invece che questi non siano proprio i tempi giusti per tornare ad un socialismo illuminato,moderno ma sempre solidale?E per fortuna che qualche giovane torna ad investire sull’agricoltura.Attendendo,nel frattempo, chi investirà finalmente sulla cultura,una via redditizia nel paese delle belle arti,ma anche una via verso la civiltà.Mi dispiace,mi dispiace veramente tanto.Non voglio dire di più sennò ti tacciano pure di gufo e disfattista.Però un’ultima domanda me la concedo:questo mondo e questa sinistra corrono,corrono,sul treno delle riforme e dei cambiamenti,ma siamo sicuri che la destinazione verso cui corre sia quella giusta,e soprattutto non sia pericolosa?
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