DI CHIARA FARIGU
chiara farigu
Corregge il tiro, Papa Francesco, circa una dichiarazione rilasciata qualche mese fa in quella famosa conferenza stampa ad alta quota, durante in suo viaggio negli USA. Allora gli fu domandato cosa pensasse del DDL Cirinnà, in discussione proprio in quei giorni. Immediata fu la sua risposta: “Il Papa non si immischia nella politica italiana. Perché il Papa è per tutti e non può mettersi in politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa! E quello che penso io, è quello che pensa la Chiesa”. Questa posizione, tuttavia, non gli impedì di dire la sua sui candidati alla presidenza Usa, tanto che Trump, non riuscendo a digerire le critiche sulla sua persona, rispose definendolo “troppo politicizzato”.
Ieri, intervenendo al convegno sulla criminalità e la tratta degli essere umani, ha precisato il suo pensiero: “La Chiesa è chiamata a compromettersi. Si dice che la Chiesa non debba mettersi nella politica, la Chiesa deve mettersi nella politica, in quella alta“, ha ribadito Francesco citando Paolo VI per il quale “la politica è una delle più alte forme dell’amore, della carità”.
Esprimeva il suo pensiero pensando ai tanti che hanno sbagliato e che devono, giustamente, scontare la loro pena. Una pena, però, che lasci intatta la speranza perché, ribadisce “una pena fine a se stessa, è una tortura”. Nel summit dei giuristi tenutosi in Vaticano, Bergoglio è entrato nei dettagli dei “crimini di lesa umanità”, come la prostituzione, la criminalità organizzata, il traffico di droga, la tratta degli esseri umani. Crimini che debbono essere riconosciuti come tali da TUTTI i leader religiosi, politici, sociali e che, per essere combattuti necessitano di un operare comune perché solamente “in comunione, si può aprire una breccia per un nuovo cammino di giustizia che punti alla promozione della dignità umana, della libertà, della responsabilità e della felicità. In definitiva della pace”.
foto di Chiara Farigu.
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