DI LUCIO GIORDANO
Lucio
Si vota fino alle 23, i dati dell’affluenza alle 12, 19 per cento, sono bassini, ma decisamente più alti delle Europee del 2014, quando votò il 57 per cento degli elettori e alle 12 erano andati alle urne 16 italiani su 100. Sin qui le cifre. E a dispetto di quanto è andato dicendo Renzi nei giorni scorsi, questo voto è molto sentito dagli italiani  e potrebbe influire, in caso di esito negativo per i renziani, sulla tenuta dello stesso governo.
Una tornata elettorale talmente sentita che la preoccupazione principale, spulciando sui social e leggendo alcune agenzie stampa, è la paura di brogli elettorali   .  A Napoli, ad esempio. Gian Maria Roberti scrive:  “Nel mirino rappresentanti di lista di de Magistris e del M5S. Una serie di intimidazioni fuori ai seggi. Le denunciano gli attivisti dell’Ex Opg “Je so pazz”, impegnati nell’iniziativa del “controllo popolare” per segnalare eventuali brogli nel voto delle comunali a Napoli. A Soccavo, nelle vicinanze del 54° circolo didattico Scherillo di via Stanislao Manna, minacce ai rappresentanti di lista di de Magistris sarebbero arrivate da un candidato alla municipalità, spalleggiato da una ventina di persone. Stessa scena nei pressi del seggio allestito all’istituto Casanova-Costantinopoli di piazza Cavour: nel mirino sarebbero finiti rappresentanti del sindaco uscente e del Movimento 5 stelle. Minacce di morte vengono denunciate infine a Materdei, fuori all’istituto Fava-Gioia di vico Trone”.
Minacce, dunque. Paura di brogli,  voto di scambio. E’ chiaro che le forze dell’ordine, mai come in questo caso, devono vigilare dentro e fuori i seggi. E i rappresentanti di lista devono avere mille occhi per controllare il regolare spoglio delle schede elettorali. In una campagna elettorale avvelenata come questa è chiaro che la tentazione di alterare il voto è altissima. Dunque, massima attenzione. E ai presidenti di seggio si chiede onestà, equilibrio, trasparenza. Capisco, non è facile. Sono stato presidente di seggio in 18 elezioni, fino al 2013, e di minacce ne ho ricevute diverse proprio per aver fatto sempre il mio dovere con estremo equilibrio. Indimenticabile quel ” ‘sta porta te la sbatto in faccia’ gridato da un rappresentante della Lista Polverini, solo per aver detto che avremmo ricontato le schede tre volte e controllato tutti i voti uno ad uno per evitare contestazioni. Intervenne il poliziotto di vigilanza ai seggi, per calmarlo.
Dunque, davvero: basta con brogli, voti di scambio, favoritismi. Se si vuole cambiare il Paese si parta da qui. Sperando che non ci siano più schede perse, schede bianche miracolosamente contrassegnate da una x, nel viaggio tra le cabine e gli uffici elettorali, schede timbrate all’ultimo momento. Schede, insomma, capaci di alterare il regolare svolgimento della democrazia italiana.
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