DI LUCIO GIORDANO

Lucio

E’ risaputo. A me piacciono le persone che si schierano sempre dalla parte dei più deboli, degli indifesi. E per questo, senza tanti giri di parole, oggi voterò con convinzione  Stefano Fassina sindaco di Roma. Di lui colpisce la determinazione. Ma anche la genuinità e la buona educazione. La sua biografia è un continuo tocco gentile di aneddoti positivi, come il suo rapporto con i genitori e con sua moglie, dalla quale ha avuto tre figli.
Stefano è un tignoso ‘politico per caso’. Nel senso che non ha nulla dei politici navigati con le mani in pasta dappertutto. E’ uno di noi, uno che veramente potrebbe risolvere con naturalezza e competenza i problemi della Capitale.  Fateci caso : hanno provato in tutti i modi a farlo fuori, in queste settimane pre-voto.  Stefano tra l’altro   è dovuto ricorrere anche al consiglio di Stato, per essere riammesso  tra i candidati  sindaco. La sua lista era stata cassata per un vizio di forma. I renziani stavano già esultando, ma qualcuno deve aver detto loro che SI e i supporters dell’ex Pd, alle urne  ci sarebbero andati ugualmente, annullando la scheda e scrivendo magari  sulla scheda  stessa Stefano Fassina sindaco. E cosi, niente travaso di voti.
Una disdetta per gli uomini dell’attuale premier .  Una vera disdetta. Già:  se i renziani perdessero anche Roma, oltre a Napoli , Torino e forse Milano, sarebbe  crisi di governo sicura. Perché, a dispetto di quel che dice l’attuale premier, queste amministrative hanno valenza nazionale. Tredici milioni alle urne non sono uno scherzo, tanto più in un momento politico, economico e sociale come questo, e se i renziani crollano nelle grandi città, crolla anche il governo, poche storie.
In ogni caso , quel potenziale 20 per cento che Fassina potrebbe raccogliere tra i suoi elettori, al ballottaggio non andrebbe di certo a Giachetti. Stefano lo ha detto a chiare lettere: le distanze tra lui e il Pd renziano sono ormai siderali. Eppure,   son convinto che con qualche riflettore in più puntato sul suo programma, Stefano sarebbe andato al cento per cento al cento al ballottaggio. In effetti, nella incolore,  stanchissima e impalpabile campagna elettorale degli aspiranti sindaci di Roma,  l’unico che ha consumato la suola delle scarpe per battere le periferie romane e parlare con la gente,   è stato proprio Fassina. Gli altri si beccavano, mostravano i muscoli , lui faceva, dialogava, ascoltava, cercava di trovare una soluzione ai problemi dei romani.
Un ottimo sindaco. Questo sarebbe Stefano. Se andasse davvero al ballottaggio ( e potrebbe anche farcela), a quel punto gli scenari cambierebbero. Nulla gli  vieterebbe più di sognare. Lo meriterebbe, inutile nasconderlo. Se per qualche motivo, invece, dovesse fallire  e non ce la facesse a salire sul treno della storia, allora non rimarrebbe che la Raggi. Certo, La rappresentante del Movimento 5 stelle, non è la migliore candidata possibile dei 5 stelle. Anzi. Le sue contraddizioni sono emerse spesso in questi mesi.
E però, se la Roma travolta da Mafia Capitale vuole davvero voltare pagina, non ci sono alternative. Lo so, è un disco noto: Meloni, Marchini e Giachetti, rappresentano infatti la vecchia politica, votarli significherebbe rinunciare a ripartire. Vorrebbe dire accettare lo status quo: buche, disservizi, criminalità organizzata. Forse per questo il sogno di ogni romano perbene è quello di vedere al ballottaggio Fassina e la Raggi. Sperare in fondo non costa nulla. E poi chi l’ha detto che i sogni non si possano realizzare per davvero?

 

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