DI PAOLO FERRERO

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All’una di notte non abbiamo alcun dato certo, però si può annusare cosa è successo nel voto. Il punto generale è che la vittoria neoliberista sul piano ideologico e sociale ha difficoltà a stabilizzarsi sul piano politico. Il PD non va bene e anche prendendo atto che il neoliberismo sul piano politico non si incarna in un partito solo (il PD) ma nel sistema politico in quanto tale, è del tutto evidente che il sistema politico ha significative contraddizioni, essendosi allargato al M5S.
1) Non ho i dati precisi sulla partecipazione al voto ma 5 anni fa i voti erano al 72%, oggi siamo una decina di punti sotto. Non vi è quindi alcuna inversione di tendenza rispetto alla perdita di credibilità del sistema politico, di cui i 5 stelle a questo punto fanno parte a pieno titolo e con una significativa forza politica. Sottolineo quindi che non esiste quindi alcuna dinamica di allargamento del numero degli elettori come invece è successo negli Stati Uniti con il voto degli afroamericani (Obama) o dei giovani (Sanders).
2) Il PD ha preso una mazzata non piccola. Cinque anni fa il PD aveva vinto nei capoluoghi di provincia in 10 città al primo turno, adesso vince al primo turno in una città. Il PD vale un terzo dell’elettorato e non il 40% delle europee. Il PD è un partito da ballottaggio, non il partito pigliatutto. Questo apre buone possibilità per la sconfitta di Renzi nel referendum istituzionale.
3) La destra ha molti voti ma è divisa sull’opzione politica. Probabilmente la possibilità di mettere sotto Renzi nel referendum istituzionale determinerà una riduzione della conflittualità al suo interno.
4) Il M5S si consolida come strumento utilizzato dai cittadini per punire i governi in carica. Considero molto positivo che il M5S possa andare a governare varie città: servirà ad evidenziare quanto il M5S sia un ricambio di personale politico e quanto un cambio di linea politica. E’ del tutto evidente come prevalga il primo elemento e sarà interessante a questo riguardo vedere l’atteggiamento del centro destra nei confronti del M5S nei ballottaggi.
5) La sinistra c’è, attorno al 5%. E’ una base di partenza per dar vita – a partire dai sindaci e dalle liste locali – ad una sinistra unitaria plurale e partecipata a livello nazionale. Una sinistra alternativa al PD. La vicenda romana, se Giachetti va al ballottaggio, servirà a determinare un ulteriore elemento di chiarimento politico a sinistra.

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