DI CHIARA FARIGU
chiara farigu
Sarà messa in soffitta, definitivamente e a breve, la Direttiva Miur del 2007, emanata dall’allora ministro Fioroni, con la quale si vietava l’uso del cellulare in classe. “Basta con il luddismo”, ha sentenziato pomposamente il sottosegretario all’istruzione, Davide Faraone, ponendo fine alla diatriba stigmatizzante che da qualche anno caratterizza il cellulare per via dell’uso improprio che se n’è fatto. La tecnologia è andata avanti prepotentemente e velocemente, tutti i settori lavorativi hanno finito per servirsene con tutti pro e i contro che ne sono derivati e anche la nostra vita privata è condizionata e scandita dall’utilizzo di tutti quei marchingegni elettronici, ormai compagni inseparabili delle nostre giornate.
Nessuno pare riesca a farne a meno. Se si vuole stare al passo coi tempi. Compresa la scuola. Che negli anni è passata da una didattica frontale ad un’altra più inclusiva, più interattiva e multimediale. Certamente più consona agli interessi e alle curiosità delle ultime generazioni di alunni-studenti “nativi digitali”. E proprio la scuola è al centro di un progetto di digitalizzazione che, grazie ai finanziamenti europei Pin, conta di dotare, a breve, con la connessione wifi 8 istituti scolastici su 10.
Una scelta mirata e non più rinviabile che punta al raggiungimento di 3 obiettivi fondamentali: 1) VANTAGGI DIDATTICI per un netto miglioramento nel processo di insegnamento/apprendimento; 2) CONTENIMENTO-AZZERAMENTO ATTI DI CYBERBULLISMO; 3) MAGGIORE INCLUSIONE DEGLI STUDENTI CON DISABILITA’.
Stiamo costruendo la scuola del futuro che non potrà non avere anche smartphone e tablet in classe, è impensabile vietarne l’uso, ha ribadito Faraone. Saranno proprio i telefonini dei ragazzi i protagonisti di questa rivoluzione che dovrebbe gradualmente sostituire i libri e altri materiali didattici tradizionali. Immagino un uso virtuoso di smartphone e tablet da parte degli studenti nella lettura dei testi in classe o per svolgere i compiti a casa. E per i prof significa arricchire moltissimo le possibilità della didattica oggi limitate. Vorrei un uso orizzontale dei dispositivi, spalmato su tutte le materie con la collaborazione dei docenti».
E’ finita la quarantena, dunque, per l’oggetto tecnologico più amato e detestato in ugual misura. Potrà essere usato alla luce del sole, ma sempre in maniera razionale e regolamentata.
foto di Chiara Farigu.
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