DI CRISTINA GIUFFRIDA
CRISTINA GIUFFRIDA
Eppure anche i sindaci, che hanno pure sfilato alla parata del 2 giugno, hanno la loro importanza.
O no?
Considerando poi che in Italia, spesso, essere sindaco è sinonimo di “indagato in pectore”, avrei visto di buon grado un interesse maggiore per queste amministrative “delicate”.
Una città come Roma per esempio, che non è ancora uscita dal trauma di vedersi sottratto un Sindaco eletto democraticamente due volte (primarie ed amministrative), avrebbe necessitato sia dei migliori candidati, e meno male che “Fassina c’è”, che di maggiore attenzione.
Invece è accaduto che ovunque egli, Renzi, fosse andato, centralizzava l’attenzione sul referendum.
Posto che, a parte Berlusconi, non ricordo altri presidenti del consiglio scesi in campo per i candidati sindaco del proprio partito, questa storia di avere il doppio incarico, è veramente uno schiaffo alla “democrazia” ed alla par condicio.
E’ un calcio ai valori dell’interesse pubblico che ormai accettiamo silenti.
Il Presidente del consiglio (non) eletto, deve rappresentare tutti gli italiani e farne gli interessi, a prescindere dal colore politico e dalla (non) elezione.
Referendum quindi in tutte le salse.
In teoria, l’onnipresente Renzi, non dovrebbe avere i numeri per vincere il suo referendum.
Se tanto mi dà tanto, a votare per il governo (perchè alla fine, di questo si tratta quando leggo i commenti degli aderenti al fans club) dovrebbero essere solo gli aficionados del premieruncolo, nemmeno del suo partito.
Un fritto misto tra ALA (destra), NcD (destra), Scelta civica (quel che è rimasto) e qualcuno del PD.
Dimenticavo poi i 300 “giovani e forti per un pacato si” tra cui alcuni docenti universitari, scienziati, scrittori e registi…Benigni.
Wow, quando si tratta di spalleggiare il premier “privato”, escono fuori come funghi dopo la pioggia questi altisonanti nomi del gotha renziano.
La memoria torna a settembre del 2015 quando tra imprenditori (molti), ricchi (alcuni), del Nord (quasi tutti), comprarono una pagina del corriere invitando Renzi ad “andare avanti”.
Titolava: “Noi continuiamo a sostenere Matteo Renzi!” (il punto esclamativo finale, la dice lunga sul decisionismo eh..)
Erano, allora, 209, oggi siamo a 300, non è male come aumento delle prospettive, se poi aggiungiamo anche la presenza di Moccia, siamo davvero “tre metri sopra il cielo”!
Moccia, per inciso, è uno dei rarissimi casi in cui il “creatore” non sparisce ma spariscono le sue “creature”, vedi lucchetti a Ponte Milvio.
E’ già un buon auspicio.
La memoria và ancora indietro quando, nel 2012, una lunga lista con 700 firme tra politici, imprenditori, esponenti dell’associazionismo e del mondo accademico, comprò una pagina de L’Unità (allora era ancora vivo e serio, questo giornale) per sostene Massimo D’Alema.
L’iniziativa arrivò dopo l’annuncio di Veltroni, che non si sarebbe ricandidato al Parlamento.
Una “buona scelta” disse Renzi.
Scalpitava già..
Insomma, quanti potranno essere, i favorevoli, a fronte di: ANPI, tutta la sinistra interna ed esterna al PD, M5s, forza Italia, sinistra italiana, Possibile, Landini (FIOM?), Camusso (CGIL?), costituzionalisti, tutta la destra e tutti gli scocciati d’Italia?
Tutti noi che non vogliamo un parlamento a ridotta rappresentatività, con una sola camera politica docile verso il governo per i numeri drogati da un mega premio di maggioranza, largamente composta secondo le scelte della segreteria di un singolo partito attraverso i capilista a voto bloccato, con gli organi di garanzia ricondotti nella sfera di influenza dell’esecutivo.
Che questo sia l’indirizzo in campo trova conferma in quanto è già accaduto e accade.
Si pensi alla riforma dell’art. 81 Cost., con l’introduzione del vincolo del pareggio di bilancio. Si pensi a leggi come il Jobs Act, o la cd. Buona scuola.
La riforma costituzionale e l’Italicum sono volti a consolidare e stabilizzare nel tempo una tendenza già in atto.
Fermiamola!
Qualsiasi sia la “minaccia” o il “ricatto” o la “coercizione”, fermiamola!
Per questo, e per altro, ‪#‎iovotoNO‬
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