DI ALBERTO TAROZZI

Università degli Studi del Molise

La notizia non sarà di quelle che suscitano gioia e tripudio, ma qualche segnale positivo ce lo manda. Il fatto che due unità del governo di Tobruk, che fa capo al Generale Haftar, abbiano fatto le valigie e si siano dichiarate a favore dal governo Sarraj patrocinato in quel di Tripoli dalle Nazioni Unite e anche dall’Italia va valutato positivamente.
Haftar e Tobruk sono nella manica di Francia, Egitto ed Emirati Arabi.
Sarraj è sostenuto dalle Nazioni Unite e gode in particolare i favori dell’Italia.
Anche gli Stati Uniti appoggiano formalmente il governo di Tripoli, ma più che a Sarraj, che è uomo di mediazione, sembrano fare riferimento alla componente tripolitana che si colloca nelle vicinanze dei Fratelli musulmani.
La Gran Bretagna invece pare scommettere su una tripartizione della Libia, ritenendo di avere dalla sua parte una terza componente del fatiscente stato libico, che dichiara la propria autonomia sia dalla Tripolitania che dalla Cirenaica.
Per la cronaca Renzi ha dichiarato che l’Italia è contraria anche a questo tipo di smembramento.
Alias, noi stiamo dalla parte di un governo unitario e di compromesso che, dopo eventi come quello segnalato nel link, pare si stia rafforzando.
La diplomazia della Farnesina, più ancora del nostro ceto politico, aveva in passato la fama di sapersi muovere bene nell’intricato panorama della costa sud del Mediterraneo.
Gli eventi libici del 2011 ci avevano visto perdere parecchi colpi, nonostante una tenuta superiore alle attese della nostra diplomazia, che era stata comunque l’ultima ad abbandonare Tripoli.
Facciamo pure gli scongiuri, ma forse qualche colpo lo stiamo recuperando.
Il governo di unità nazionale, sostenuto dalla comunità internazionale, ora è più forte
lastampa.it
Annunci