DI LUCA SOLDI

Il passare delle ore sembra evidenziare una tendenza che condannerebbe politicamente il Pd di Renzi. Il voto amministrativo però non e’ minimamente collegabile ai fatti politici nazionali.
A questo punto pare davvero difficile che la scossa in arrivo non possa incidere sui delicati equilibri interni al partito di maggioranza.
Necessariamente Renzi dovrà sminuire la portata del voto. Una strategia che già aveva impostato nelle settimane passate, dirottando tutto al prossimo confronto referendario di ottobre. La mancanza di valide alternative lascia relativamente tranquillo il premier.
Le proiezioni della capitale d’Italia non portano sorprese alla Raggi, mentre Giachetti, pur essendo secondo viene insidiato pericolosamente dalla Meloni. La distanza fra i due e’ solo del 0,8%. Altri sondaggi, di provenienza centro destra, indicano però una situazione inversa che vede avanti la Meloni. Marchini scivola sotto il 10%.
Napoli trova De Magistris al 44%.
A Torino, Fassino arriva al 41%, mentre l’Appendino sarebbe al 36. Cinque punti di distacco che a questo punto difficilmente potrebbero cambiare.
Milano vede Sala consolidarsi al 43% e Parisi ormai indietro di cinque punti.

Per Bologna, Merola e’ intorno il 38, mentre il secondo posto e’ conteso fra la destra ed il M5S.
A Novara, a Varese, avanti la Lega che andrà al ballottaggio in entrambi i casi.
Un caso particolare e’ quello di Trieste, qui le urne verranno aperte lunedì mattina. Le intenzioni di voto parlano di un ribaltamento di fronte.
Il centro destra sembrerebbe avanti al Pd che governava la città.
Salerno avrebbe il sindaco eletto al primo turno, sarebbe Vincenzo Napoli, uomo di una lista civica riconducibile al governatore De Luca.

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