DI VINCENZO PALIOTTI
vincenzo paliotti
6 giugno 1968 moriva Bob Fitzgerald Kennedy in seguito alle ferite riportate in un attentato perpetrato mentre il giovane senatore ve attraversava le cucin
e dell’Hotel Ambassador di Los Angeles per recarsi in una sala attigua a quella dove aveva pronunciato un discorso di ringraziamento per la vittoria alle primarie che lo aveva nominato candidato per la Casa Bianca del Partito Democratico. In quel discorso, definito allora “epocale“, Bob Kennedy aveva parlato della dittatura del PIL e si era espresso per uno stop definitivo alla guerra nel Vietnam. Così come sulla morte del fratello John, e di quella di Martin Luther King ci sono molte ombre che fanno pensare ad un altro complotto di stato. L’assassino fu subito immobilizzato, aveva la pistola in pugno, tuttavia nelle cucine vennero ritrovati 11 bossoli mentre la pistola del presunto killer conteneva 8 pallottole. Inoltre l’autopsia rilevò che il colpo mortale fu sparato alla tempia di Bob Kennedy mentre l’attacco del presunto killer fu frontale infatti Shiran Shiran colpi Bob Kennedy al corpo . Inoltre il presunto killer ha sempre dichiarato di on ricordare nulla dell’episodio e la cosa fu appurata come veritiera nel corso del processo. Ancora una volta quindi gli USA rifiutavano il cambiamento utilizzando il delitto di stato.
foto di Vincenzo G. Paliotti.
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