DI FABIO BALDASSARRI
fabio baldassarri
Ciò che è successo al primo turno delle comunali di ieri è fin troppo evidente. L’unico comune capoluogo di regione in cui la sinistra ha avuto un vincitore al primo turno è Cagliari, ma è successo con Zedda (esponente di Sel) laddove l’unità tra Sel e Pd aveva tenuto per un secondo mandato. In tutti gli altri comuni il Pd andrà al ballottaggio (a Napoli nemmeno quello) e, sia detto per inciso, con significative peculiarità. A Milano, l’altra città dove l’alleanza tra Sel e Pd aveva tenuto, il candidato Sala è stato ritenuto così moderato (del resto fu persino city manager della Moratti) che tra la fotocopia e l’originale (il candidato Parisi, altrettanto moderato ma di un cen-dx che nel capoluogo lombardo si è ricompattato) che al ballottaggio potrebbe essere proprio il fedele Parisi, anziché il transfuga Sala, a farcela. A Napoli, dove il Pd ha giocato apertamente come partito della nazione (con la protezione di Verdini e del gruppo Ala), la candidata Valente non arriva al ballottaggio e la lista civica di De Magistris competerà, per la seconda volta, col candidato del cen-dx Lettieri. A Roma l’unica ragione per cui il ballottaggio avrà luogo tra la cinquestelle Raggio e il piddin-radical Giachetti (ma con ampio margine per la pentastellata) è dovuta al fatto che il cen-dx si è presentato diviso onde giocarsi, in vista degli appuntamenti futuri, l’egemonia tra una dx moderata e un’altra populista piuttosto che correre il rischio di governare una città particolarmente difficile e compromessa come l’Urbe. Lasciamo perdere poi Torino, dove il ballottaggio sarà tra il sindaco uscente Fassino (dato per vincitore al primo turno) e, inaspettatamente, la cinquestelle Appendino. E lasciamo perdere anche Bologna dove il sindaco uscente Merola è in trepido affanno e se ne va al ballottaggio con la candidata del carroccio Bergonzoni.
Come si fa, dunque, a non dire che il Pd al primo turno ha perso su tutta la linea? Ha perso dove già governava (tranne Cagliari ma, lo ricordo di nuovo, con l’esponente di Sel Zedda) e ha perso dove ha presentato volti nuovi all’insegna di alleanze che arrivavano, spudoratamente, fino a Verdini e al gruppo Ala; infine barcolla laddove approfitta di candidati non identificabili con una sinistra neppure remota come quella incarnata da Sala a Milano.
Neppure a Trieste (questa è stata l’ultima notizia) laddove forte sembrava l’influenza dei vice-segretari Guerrini e Serracchiani, il Pd batte colpo. Anzi: l’ex sindaco del cen-dx Dipiazza, se ne va al ballottaggio col sindaco uscente Cosolini e fin d’ora lo sopravanza di circa un terzo di voti.
Bel lavoro Matteo Renzi! Non c’è che dire. Davvero un bel lavoro.
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