DI LUCA SOLDI
luca soldi
L’Istituto di studi e ricerche Cattaneo è una delle prime e delle poche think tank italiane. La sua prerogativa risiede nel tentativo di coniugare il rigore metodologico e una prospettiva di lungo termine, propri della migliore ricerca svolta in campo accademico. Dal Cattaneo arrivano le migliori interpretazioni sui cambiamenti politici e sociali, Analisi puntuali ed attente basate su dati solidi. Naturale che al Cattaneo non poteva sfuggire la valutazione del voto dirompente avvenuto nelle amministrative di domenica scorsa. Come in ogni tornata elettorale, anche in occasione del primo turno delle elezioni comunali del 5 giugno l’Istituto Cattaneo ha svolto delle analisi sui flussi elettorali di alcune delle città chiamate al voto. Vale la pena di prendere alcuni spunti.
Dalla capitale un dato su tutti, la Raggi si assicura il 28,5% del consensi Dem del 2014. Un dato che toglie ogni possibilità di discussione.
Si passa a Torino, dove l’aspetto da evidenziare riguarda i passaggi di voto tra il Pd e il M5s. Mentre esiste un flusso di voti in uscita dal Pd verso la candidata del M5s. Per l’esattezza, il 4,7% dell’elettorato ha scelto il partito di Grillo dopo aver votato per il Pd nelle elezioni politiche del 2013. Non esiste, per niente, un flusso che proceda nella direzione opposta.
Passiamo a Novara, il Cattaneo, osserva alcuni interessanti movimenti di voto. Innanzitutto, si assiste ad una travaso di voti consistente da parte di tutti i principali partiti, ad eccezione del centro-sinistra, verso l’astensione. Contestualmente il Pd ha perso una parte dei propri consensi sia verso il M5s, ben il 2,2% rispetto all’intero elettorato ma anche verso il candidato appoggiato dalla Lega nord. Per Bologna ci sono diversi spunti da sottolineare, legati essenzialmente ad una fuoriuscita di voti dal Pd ai candidati degli altri schieramenti, in particolare verso il M5S con bel il 3,6% dei voti ed anche verso candidata di centro-destra, il 2,1%. In sostanza il candidato del centrosinistra, Virginio Merola, risulta scarsamente attrattivo al di fuori della sua area di riferimento. Si passa ad una realtà diversa, quella di Rimini. Una realtà dove, nella competizione, non era presente il M5S. Prevalentemente, chi aveva scelto il partito di Grillo nel 2013 si dirige verso l’astensione, 11,1% del corpo elettorale) e, in misura inferiore, verso il centrosinistra, il 5,3% del corpo elettorale). Il candidato di centrosinistra riesce così a conquistare flussi abbastanza importanti da tutte le forze politiche, e questo spiega il suo successo al primo turno.
Una città decisamente pesante dal punto di vista elettorale: Napoli, una delle capitali di questa tornata amministrativa. Napoli si evidenzia per la peculiarità di avere un candidato come l’attuale Sindaco, De Magistris, una figura decisamente estranea rispetto alle principali forze politiche nazionali. Una condizione che porta a dinamiche elettorali decisamente particolari. Uno per tutti quelll’elettorato del M5s che ha optato per De Magistris in misura più consistente di quanto non abbia fatto per il candidato “grillino” Brambilla. Ben il 6,2% dei grillini ha “tradito” il movimento per orientarsi su De Magistris. Ma sono andati con lui anche gli elettori che nel 2013 avevano scelto i partiti di sinistra (il 4,3% del corpo elettorale), il Pd (il 5,4% del corpo elettorale) e perfino il centrodestra (il 2,3% del corpo elettorale), lo hanno sostenuto.
foto di Luca Soldi.
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