DI CARLA VISTARINI
CARLA VISTARINI,
A Roma ha votato il 57% degli aventi diritto. Diritto: che parola sprecata per il 43% dei romani a cui va bene che le cose continuino così, in questa città bellissima e devastata dal degrado. A cui va bene che la sporcizia diventi consuetudine, per gli occhi, per il cuore e per la mente, tanto da viverci dentro senza accorgersene più. A cui la burocrazia infernale va bene, “tanto io c’ho un amico al posto giusto che me risolve ‘e cose”. A cui va bene la microsoppraffazione quotidiana tra cittadini avvelenati dal caos fino a perdere il buon senso, oltre che il senso civico e la minima buona educazione, tanto “loro” sono sempre i più dritti. A cui va bene la “mafia capitale” di turno, “tanto ‘e cose ‘a fine non cambiano mai, almeno sistemamose andò se magna”. A cui va bene che la “casta” occupi mezza città (la migliore, c’è da dirlo?) con i suoi uffici, le sue autoblù, i suoi clientes, i suoi privilegi infiniti. A cui va bene che i turisti vengano spennati regolarmente da predoni organizzati e indisturbati. A cui va bene tutto, tanto “chissenefrega de tutti”. Eccetera eccetera eccetera. Ebbene vorrei dire a questi signori del 43% che a noi del 57% (destra, sinistra, centro, il colore non conta, conta esserci e noi ci siamo, noi di tutti i colori che votiamo) a noi quelle cose lì non vanno bene per niente. E faremo di tutto per cambiarle. A cominciare dal presentarci, belli e tranquilli, fra quindici giorni a votare per il ballottaggio.
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