DI LOREDANA LIPPERINI

loredana lipperini

Ho anche deciso che non commenterò i risultati elettorali. Ho scelto stamattina le parole di Franco Fortini per farlo. Lui poteva, da intellettuale (ah, la parolaccia! oggi la usano per denigrare, per sminuire, per indicare brutte persone dotte e un poco fallite che parlano a poca gente, dunque inutile), porsi come coscienza critica, come persona che poteva, cari amici e non sempre chiari compagni, criticare senza finire appiccicato a uno schieramento (allora sei del Pd! allora sei disfattista! allora allora allora). Questo dovrebbero essere gli intellettuali. Persone trasversali, senza altra appartenenza che la propria etica. Oh, certo, oggi a Fortini avrebbero detto che i paroloni hanno fatto il loro tempo, e che prima o poi la gente vera, quella fiera di essere ignorante e incazzata, ma soprattutto fiera di non voler sapere – perché che ci fai col sapere, cretina? -, li seppellirà. Lui è morto 22 anni fa, e per sua fortuna non ha fatto in tempo a vedere questo orrore.

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