DI MARIA PIA PIZZOLANTE
maria pia pizzolante
Per la serie fiera della banalità 2, ma mica troppo, che i “compagni” non lo pensano per niente:
In queste amministrative si è palesata una certa forza del fattore D, differenza. Donne e differenza. Donne e voti reali.
A partire dalle candidate del Movimento 5 stelle che fanno i migliori risultati e si giocano il governo di due importanti città, due giovani donne emerse anche grazie al passo indietro di Beppe Grillo, che si assumono la sfida e la responsabilità del governo. E non mi dite che la Raggi in particolare è telecomandata perché, cari miei, anche i maschi lo sono, anche quelli che stanno negli altri partiti. Forse non tele comandati ma comandati si. L’ubbidienza cieca al capo mi sembra da tempo uno dei fattori di discredito della politica tradizionale. Chiara Appendino mi piace di più, ma questo non conta. Conta il fattore D.
Anche a sinistra, quella dei leader che si autoassolvono per intenderci, ci sono donne che prendono numerose preferenze, facendo un baffo alla vulgata che le vuole candidate per portare qualche voto in più ai candidati forti, quelli che vanno eletti (si sa quando ci si muove dentro percentuali ad una cifra questi ragionamenti ci sono eccome), i maschi. E così a Cagliari chi prende il maggior numero di preferenze è Francesca Ghirra di Sel, a Milano Anita Pirovano e Cristina Tajani sono tra le più votate, a Bologna Emily Clancy sarà l’unica eletta oltre al candidato sindaco Martelloni in una lista molto competitiva sul piano dell’innovazione, a Napoli Alessandra Clemente capolista della lista DEMA, a Vetralla Giulia Ragonese trentenne  precaria senza soldi nè apparati conquista 200 preferenze in barba a chi non la voleva nemmeno candidare perchè “non aveva i voti”, a Nave Giada Stefana, a Grado Greta Reverdito, a Cavarzere Lisa Armarolli, a Ferrandina Maria Iula Murante, Maria Cristina Barzacchi di Casarza e Anna Parodi di Cogoleto, le candidate presidenti dei municipi di Roma Gianna Le Donne e Giovanna Maria Seddaiu e naturalmente potrei continuare ma rischierei di non finirla più. Sono tante, sono trentenni (ma anche quarantenni, poco cambia), conoscono e incarnano la crisi, le sue contraddizioni, le contraddizioni di una società ancora malata di paternalismo e macismo, ma soprattutto sono l’intentato, l’alternativa ai governi e alle amministrazioni sempre uguali a se stesse, lo sono meglio? Lo vedremo, lo sono un pò di più è sicuro. Intanto si sono prese la responsabilità. Nell’anno del settantennale del voto alle donne, mi sembra l’unico passo in avanti vero di questa “zozza società” (cit.)
Ora è importante non lasciarle sole, è importante che da elette mantengano un legame forte con le lotte delle donne che sono da sempre moti di liberazione per tutte e tutti. E’ necessario. Molto di più della vostra unità della sinistra o posizionamento manicheo.
Lo dicono i voti.
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