DI LUCIO GIORDANO

. Lucio

Certo Hillary Clinton, e chi la sostiene, di paura devono averne parecchia se ancor prima del voto decisivo in California, tra poche ore, accettano con grande piacere l’assist dell’agenzia di stampa Associated press che ufficializza  la  sua nomination tra i democratici. Tempismo perfetto, nulla da dire.
Bernie Sanders ,che sta rincorrendo senza mai arrendersi , punta infatti a conquistare delegati a Los Angeles e sa che ha bisogno anche di tanti voti  popolari per farcela in questa sua sfida impossibile. Ma se alle urne andassero in pochi, visto che la nomination è stata proditoriamente ‘ufficializzata’, quei tanti diventerebbero pochi. Il Gioco dunque  è  evidente. E scorretto. Certo, i numeri dicono che realmente la Clinton sia a meno di un passo dalla nomination, ma giustamente Sanders non ci sta. E  in un comunicato dice che Hillary Clinton non può rivendicare l’investitura prima del voto alla convention democratica di luglio, con i super delegati al gran completo.Il suo discorso non fa una piega.
Un, due, tre stella. La situazione attuale in casa democratica, ricorda tanto quel gioco tanto caro ai bambini di una volta. I più furbi baravano, le giovani amicizie si infrangevano spesso sui passi tarocchi di qualcuno. E’ quello che, secondo molti commentatori indipendenti, sta insomma facendo la Clinton. Un, due tre stella in versione nomination per arrivare prima, non importa come. In effetti, non è un mistero che la Clinton sia in profondissima crisi e che solo l’establishment sia dalla sua parte. Il popolo americano la vede come fumo negli occhi e in molti sondaggi   la moglie di Bill perderebbe di brutto con Trump.
Perchè il discorso è sempre quello: tra la copia e l’originale la gente sceglie sempre l’originale. Ed è indubbio che  la Clinton protetta dai poteri forti e da Wall street sia la brutta copia del magnate americano. Due facce della stessa medaglia.  Se dunque riuscisse a farcela  e a diventare la prima donna presidente degli Stati Uniti d’America è solo perchè la candidatura di Trump è considerata inaccettabile dalla maggior parte della popolazione americana. Pancia ignorante a parte.
Dunque il partito democratico, per non rischiare di perdere la Casa Bianca, dovrebbe fare una sola cosa: chiedere ad Hillary un passo indietro e lanciare la corsa a Bernie Sanders, che piace al 90 per cento dell’elettorato democratico e progressista  del Paese. E che, soprattutto, nei sondaggi contro Trump è in netto vantaggio.  Ma tutto il mondo è Paese. Anche negli Stati Uniti l’autolesionismo è di casa. Quella che sarebbe la scelta più logica non è nemmeno presa in considerazione. E pazienza  se con la candidata Clinton l’America rischia di far vincere Trump. Auguri.
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