DI FABIO VENDITTI
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Renzi non ha capito una ceppa di quello che è successo. Ha esordito dicendo che siccome lui è ‘il nuovo’ non si unirà al solito teatrino “dell’abbiamo vinto tutti. Mi aspettavo di più”. Con la frase successiva si è subito smentito, ripetendosi a loop per cinquanta minuti sino ad arrivare, verso la fine, a dare l’idea di un Pd che ha dominato le elezioni, mentre i Cinque Stelle le hanno sonoramente prese. Con l’eccezione di Napoli. Ma adesso ci pensa lui, e commissaria il partito. Solo due osservazioni. La grande città in controtendenza sulla media nazionale di astensionismo è Roma. Cioè, si sceglie di andare a votare per esprimersi contro il Pd. Poi: il super esposto Sala ha pareggiato a Milano con il candidato del centrodestra, un assoluto sconosciuto. Vale a dire che il tentativo di intercettare il voto moderato, cardine della strategia di Renzi da sempre (pensiamo ai continui incontri con i padroni), riesce quanto un buco a capocciate su un blocco di ghisa. A Milano, Renzi ha fatto resuscitare Berlusconi. Ora: ammesso che questo ignobile sistema elettorale resista al referendum, il genio fiorentino ha regalato il potere assoluto a qualcun altro, perché la sua picchiata è inarrestabile, grazie proprio a lui.

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