DI CARLO PATRIGNANI
carlo patrignani
Finalmente, un po’ d’aria pulita! E’ il 35,3% a Virginia Raggi, un volto nuovo. E’ un CIAO, speriamo definitivo, ai capibastone che con i loro clan e congreghe hanno edificato quel losco ‘sistema di affari’, Roma Mafia Capitale, sull’intreccio tra cooperative, rosse e bianche, appalti e tangenti a iosa, e malvita organizzata, al solo scopo, disonesto e deleterio, dell’arricchimento personale e di clan e della carriera.
La responsabilità politica di questo continuato saccheggio delle risorse pubbliche, alla magistratura spetta, per competenza, l’accertamento di altre responsabilità, è di quanti a partire dagli ’90 hanno mal-governato la Capitale, rendendola invivibile, altro che a misura di bambino e di…donna, in-colta, razzista, nonchè costosa e inefficiente.
Si possono oggi muovere, e lo prevede la democrazia, tutte le possibili critiche alla Raggi e al M5S, ma due assunti non si possono più omettere e cancellare: 1) il fallimento politico, e ancor prima culturale, di quanti si sono succeduti via via in Campidoglio e 2) la presa d’atto che “il richiamo della foresta”, la ben nota ‘disciplina di partito’, non funziona, non condiziona più, e, soprattutto, non inganna più nessuno.
Sono stati del resto gli stessi militanti della gloriosa, fino agli anni ’90, sinistra, vuoi quella del partito degli onesti dalle ‘mani pulite’, vuoi quella di nani, bellerine e piduisti, a decretarne una lenta, inesorabile agonia per asfissia, togliendole ossigeno per le tante aspettative e promesse eluse, elezione dopo elezione.
E quel che più ha bruciato sulla pelle di tanti onesti militanti è che il loro accorato grido di dolore non è stato mai accolto, cadendo così nel vuoto: imperterrita la casta ha continuato fideisticamente a credere, nella ‘gioiosa macchina da guerra’ e nel ‘dogma’ della ‘disciplina di partito’, del serrare le fila, del dar addosso al nemico di turno, secondo una vecchia e collaudata strategia, un tempo vincente: la cinica doppiezza togliattiana di dire una cosa e farne un’altra!
Difficile prevedere, ipotizzare, quale può essere il futuro della Capitale sempre più distante e lontana, per servizi, efficienza e sicurezza, dalle grandi metropoli europee: intanto si puo’ dire un bel CIAO, definitivo, a Giorgia Meloni, Alfio Marchini, Stefano Fassina e il 19 giugno, c’e’ da augurarselo, anche a Roberto Giachetti. Poi si vedrà: in ogni caso nulla sarà più come prima e non è affatto poco!
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