DI ANTONELLA SODDU
antonella soddu
Nuovi guai per Federico Pizzarotti, sindaco di Parma. E’ stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di “disastro colposo” in relazione al fascicolo di inchiesta, aperto dopo l’alluvione del 2014 a Parma, dove le piogge torrenziali causarono l’esondazione del torrente Baganza, mandando sott’acqua interi quartieri e provocando danni per oltre 100 milioni di euro. Insieme a Pizzarotti sono indagati per lo stesso reato il comandante delle polizia municipale, il direttore dell’agenzia regionale di protezione civile, l’ex responsabile del servizio di bacino e altri. L’iscrizione nel registro degli indagati – come precisano le fonti ufficiali – risale alla settimana scorsa ma di fatto, come invece accaduto per i fatti del teatro Regio, né Pizzarotti né gli altri iscritti hanno ricevuto a tutt’oggi avviso di garanzia. Nel merito occorre, però, fare una doverosa precisazione: i sindaci sono la massima autorità di protezione civile. Ed è questo uno dei motivi – contestato anche dai cittadini – per cui spesso, nella maggioranza dei casi, sono state emesse e ordinanze di chiusura scuole e uffici pubblici al minimo allarme diramato dalla protezione civile, all’insegna del detto ‘prevenire è meglio che curare’. Si ricordi la recente polemica, sorta a seguito dell’ordinanza emessa dal sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, lo scorso inverno, a seguito dei bollettini di allarme arancione diramati dalla protezione civile regionale. Scuole e uffici pubblici chiusi per 24 ore e giornata di vacanza al sole presso la spiaggia cagliaritana del Poetto. Scoppiò una polemica di portata nazionale. Fatta questa breve doverosa premessa, si attende ora la reazione dell’ormai noto direttorio alla notizia che forse per puro caso è emersa solo ora in piena campagna elettorale ballottaggi. In questo contesto è utile segnalare che un altro sindaco M5s è finito in questi giorni sotto attenzione della magistratura, questa volta cagliaritana. Si tratta di Mario Puddu, sindaco di Assemini e pupillo di Grillo. Per la sua elezione si spese, arrivando personalmente in Sardegna. Puddu ha ricevuto l’avviso di garanzia per abuso d’ufficio a seguito della denuncia presentata da una dirigente del comune che lo ha accusato di mobbing. “Io sono tranquillo”, ha fatto sapere Puddu. Ovviamente un avviso di garanzia non significa – lo ribadiamo – una condanna. E’ atto a garanzia dell’indagato, sul quale occorrerebbe da parte di tutti un doveroso silenzio, necessario al pieno e corretto svolgimento delle indagini. La vicenda che vede coinvolto Pizzarotti – per la seconda volta – sicuramente farà nuovamente discutere anche per le differenze che i vertici del movimento fanno nel giudicare un atto di a garanzia. Gridare “onestà” rivolti ad altri esponenti di altri partiti e fare differenze di trattamento anche tra gli stessi pentastellati non è certo utile,  nemmeno alla loro immagine. I fatti che hanno determinato l’ultimo avviso di garanzia rientrano nel più ampio raggio di quelle responsabilità oggettive che spesso sono attribuite ai sindaci di tutta Italia – come già accennato – e che spesso costringono i primi cittadini a emettere ordinanze a mero scopo di tutela. Si pensi che nel 2014 in Emilia Romagna la regione diramò 114 bollettini di allarme da minima a allerta massima. Occorre rivedere il sistema in generale, anche e a tutela dei sindaci che poi si ritrovano ad esser indagati e raggiunti da avvisi di garanzia.
Annunci