DI LUCA SOLDI

luca soldi

Quello ch’è accaduto a Sesto potrebbe essere di una portata storica per tutto il Paese.
Potrebbe.
Tutti, abbiamo sentito almeno una volta pronunciare l’espressione “Parigi val bene una messa” non conoscendone storia e spesso anche significato. Si racconta che questa celebre frase viene attribuita e pronunciata da Enrico di Navarra, attorno alla fine del ‘500, periodo in cui la Francia era devastata da una terribile guerra civile conosciuta come la “guerra dei tre Enrichi”: Enrico di Guisa, Enrico III e appunto Enrico di Navarra.
Dopo anni di sanguinosa guerra vinse Enrico di Navarra, divenendo così il primo monarca del ramo Borbone a prendere il trono di Francia. Però, a questo punto, divenne necessario per il futuro Re, che era ugonotto e di religione protestante, convertirsi al cattolicesimo per poter salire sul trono di Francia ed è proprio prima di farsi cattolico che Enrico IV pronunciò la famosa espressione “Parigi val bene una messa”, indicando con tali parole che “vale la pena sacrificarsi per ottenere uno scopo alto”, ossia rinunciare alla sua fede protestante in favore di quella cattolica pur di conquistare il regno di Francia.
Da allora l’espressione è divenuta un modo di dire popolare che ancora oggi viene sistematicamente utilizzato per sottolineare delle concessioni che vengono accettate o l’importanza di una rinuncia che vale la pena di fare per arrivare ad ottenere ciò che desideriamo, anche se moralmente indecoroso, come nel caso di Enrico IV che abiurò il calvinismo per il cattolicesimo pur di conquistare Parigi.
Con il dovuto rispetto, i fatti di Sesto, non sono certo paragonabili, ma l’aneddoto potrebbe indicare una strada, un sacrificio da dover considerare per arrivare al raggiungimento dell’obbiettivo.
Mesi addietro il neo segretario del Pd, Baldi ebbe a dire, nel corso di una intervista, circa le grandi opere che graverebbero su Sesto e su tutta la Piana:
La Regione e la Città Metropolitana hanno da tempo definito queste due infrastrutture come rilevanti. Le priorità del mio PD rimangono legate allo nostro territorio: la salute dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente, da unire ad una responsabile e completa gestione dei rifiuti, così come dello sviluppo dell’area fiorentina come motore dell’intera Toscana”.
La “rilevanza” delle infrastrutture così era la scelta definitiva, irrinunciabile, di quel Pd appiattito, agli ordini del “giglio magico”.
Ecco, invece che il voto di domenica ha compreso e condannato una decisione presa da altri e forzatamente accettata dal Pd locale. Le Primarie ne sono state solo un alibi.
Ora, in queste due settimane, tornerà la solita passerella, per le strade di Sesto. I big, si affanneranno, nel racconto di altro rispetto ai temi che interessano.
Ma la questione della “rilevanza” resterà indiscutibile.
All’indomani delle Primarie, Parrini, il segretario regionale ebbe a dire:
A Sesto, dove c’è stato un complotto contro di noi, abbiamo fatto la scelta giusta di puntare su un nome nuovo, dinamico; noi siamo uniti, gli altri quelli che hanno mandato il commissariamento del comune, non riescono a trovare unità se non per tendere agguati al PD”. Aggiunse Parrini:
Abbiamo reagito, con grande partecipazione e ci siamo ritrovati intorno al nome di Lorenzo Zambini. Scelta coraggiosa e lungimirante che rapprèsnta un bel mix di radicamento innovazione lealtà ad una stagione di governo,troppo presto interrotta”.
Nelle primarie continuo’ il segretario “Serve capacità di competere ma anche capacità di unirsi dopo di aver gareggiato, per vincere insieme la vera sfida che è quella delle amministrative”.Il giorno dopo tutti compatti intorno al candidato vincitore, perché abbiamo tre mesi di tempo per dimostrare che siamo i protettori della migliore proposta di governo per le città che vogliamo candidarci ad amministrare”.
“Siamo ottimisti” concluse Parrini. Le sue parole era vento. Un ottimismo dietro il quale regnava ben poco, ma soprattutto l’assoluta mancanza conoscenza dell’anima vera del territorio.
Dietro quelle frasi c’era il deserto.
L’incapacità di comprendere che il mondo, che la Piana e Sesto non e’ solo rinchiuso nella battaglia fra renziani ed anti.renziani.
Che ben altro e’ in gioco rispetto alle strategie del passato.
Che le persone hanno ben chiaro che il tempo della fiducia a scatola chiusa e’ finito.
E sulla partita legata all’aeroporto e all’inceritore il Pd (vera madre delle due opere contestate dal territorio) Zambini non ha praticamente possibilità di costruire accordi al ribasso a sinistra, ne’ tanto meno con il M5s.
Il risultato delle comunali a Sesto Fiorentino «indica chiaramente che il popolo sestese ha scelto in maniera netta e chiara di premiare le liste che hanno nel programma lo stop alla costruzione dell’inceneritore di Case Passerini». Stesso discorso per l’aeroporto. Il voto conferma che ci sono invece alternative che possono essere credibili. Una vera esperienza politica riproducibile per tutta la Piana. Se solo si superassero le incomprensioni della vigilia.
Se solo si riuscirà a comprendere quanto sia importante. Se solo ci sarà qualcuno pronto a dire che Sesto val bene una messa.
foto di Luca Soldi.
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