DI LUCA SOLDI
luca soldi
Mentre Renzi e Rossi si beccano commentando i voti della tornata elettorale, l’Italia, la Toscana delle eccellenze, dei grandi vini, vengono umiliate dalle nuove normative sottoscritte dal governo.
Impegni presi senza sapere la portata negativa, dove si recepiscono i contingentamenti dei nuovi vigneti imposti dalle nuove normative europee. Tutto questo mentre le aziende agricole sarebbero pronte ad investire nel vino di qualità. In un momento nel quale il settore, il mercato del vino, il suo indotto tira ed attira. Momenti che portano a richieste per nuovi impianti, di nuovi vigneti, in numero di cinque volte superiore alle disponibilità offerte dalla nuova normativa.
Solo in Toscana a fronte di una richiesta complessiva che arriva da 787 domande per 2.753 ettari di superficie richiesta, la Regione Toscana, per effetto del contingentamento previsto dal nuovo sistema di gestione comunitario, potrà assegnare appena 581 ettari.
Un macigno per le aziende e Coldiretti Toscana, in seguito alla pubblicazione della graduatoria da parte della RegioneToscana, protesta. In sostanza potranno essere soddisfatte solo il 21,1% delle domande. Complessivamente, in Italia, nel 2016 saranno assegnate autorizzazioni per una superficie massima di circa 6.450 ettari. Quindi, oltretutto, alla Toscana del Chianti, dei grandi vini rossi andrebbe meno di un 10% della pur minima assegnazione nazionale.
Anche questo diventa un motivo di recriminazione nei confronti della nostra politica che non riesce a comprendere bene la portata negativa di una normativa che penalizza un settore con grandi potenzialità di crescita. Soprattutto se guardiamo al lato qualitativo. ”Il surplus di domande – spiegaTulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana – ha un significato preciso: le aziende sono pronte ad investire ancora sul nostro vigneto anche alla luce delle richieste del mercato estero che sono in costante crescita. Il rischio di trovarci di fronte a tante domande e all’incapacità di farvi fronte era reale ed è stato oggetto della nostra critica. E’ però indubbio che il sistema di autorizzazioni vada revisionato con estrema urgenza, per combattere fenomeni speculativi, accompagnando il criterio del pro-rata, ovvero ‘più chiedo più ricevo’ con altri meccanismi di salvaguardia”.
Viene da pensare al criterio usato per sottoscrivere ad impegni del genere.
Alle potenzialità che si perdono in termini di lavoro ed immagine.
E s’è andata così per una questione così evidente vengono a scorrere i brividi pensando a tutti i cavilli, lacci e laccioli, mascherati da liberalizzazioni che le nostre eccellenze subirebbero per la possibile sottoscrizione del Ttip con le grandi multinazionali americane dell’alimentare.
Un ennesima occasione per regalare ad altri le ricchezze di una terra ed il frutto irripetibile del suo lavoro.
foto di Luca Soldi.
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