DI ENNIO REMONDINO
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Autobomba azionata a distanza al passaggio di un veicolo della polizia antisommossa turca. Crollo del turismo per l’escalation di attentati che, dal luglio scorso, hanno provocato 200 vittime. Vietata ai media diffusione di notizie. Le indagini tra terrorismo islamico e il Pkk curdo. Tensione in tutto il Paese. Turismo a picco
istanbul terrore cop
Ancora terrore in Turchia, questa volta per le strade di Istanbul. L’esplosione di un’autobomba parcheggiata vicino alla fermata degli autobus nella centralissima piazza Beyazit, tra l’università di Istanbul e il Gran bazar. Le vittime sono 7 agenti e 5 civili, uno di questi è morto in ospedale per le gravi ferite. La deflagrazione è avvenuta intorno alle 8.30 nel quartiere Beyazit, nel centro di Istanbul, nei pressi della fermata della metro Vezneciler e dell’Università, nel cuore del Corno d’Oro di Istanbul. L’attentato è stato fatto nella vicinanza dei principali siti turistici della città, di uno degli alberghi più frequentati da turisti stranieri, il Celal Aga Konagi Hotel, e della stazione metropolitana Vezneciler.
DUE GUERRE IN CORSO
Al momento non si hanno informazioni serie sui responsabili dell’attacco, nell’alternativa tra terrorismo di matrice islamica e terrorismo del Pkk curdo in guerra ormai aperta con gli apparati di sicurezza turchi.Il 10 ottobre 2015, durante una manifestazione per la pace ad Ankara, in un attacco sferrato da due kamikaze, 97 persone sono state uccise e 245 ferite. L’attentato terroristico, il più grave nella storia della Turchia moderna, è stato messo a segno vicino alla stazione centrale, poco prima dell’inizio della manifestazione organizzata da sindacati e ong, a cui partecipavano diversi partiti d’opposizione, primo tra tutti il curdo Hdp. L’attentato è attribuito all’Isis.
Tre mesi prima, il 20 luglio 2015, un attentatore suicida sempre dell’Islamic State si è fatto saltare in aria a Suruc, cittadina turca sul confine con la Siria, uccidendo 30 giovani attivisti che volevano superare il confine per contribuire alla ricostruzione di Kobane, cittadina a maggioranza curda sottratta all’Is dalle milizie curde e dai Peshmerga di Erbil.
ATTACCHI 2016
Il 19 marzo un attentatore kamikaze dell’Isis si era fatto esplodere in una via pedonale della parte europea di Istanbul, causando la morte di cinque persone e ferendone 36. L’esplosione era avvenuta sull’Istiklal, il viale pedonale dello shopping.
Il 13 marzo un’autobomba esplosa nelle strade di Ankara aveva provocato 37 morti e 125 feriti.
Il 12 gennaio nel cuore della Istanbul turistica un kamikaze si era fatto saltare facendo strage di turisti tedeschi vicino alla moschea Blu e a quella di Santa Sofia. Il bilancio fu di 10 i morti, 8 arrivavano dalla Germania (in un primo momento il governo turco aveva detto che erano 9) e uno dal Perù, e 15 i feriti. L’attentatore era un uomo dell’Is, si chiamava Nabil Fadli, cittadino siriano, nato in Arabia Saudita.
PIÙ ISIS CHE PKK. DUBBI SUL BERSAGLIO DI OGGI
Nello scontro militare tra forze di sicurezza turche a guerriglia Pkk, attacchi e reazioni hanno da tempo superato ormai ogni limite da ragionevolezza.
Diverse autobomba e mine, sono esplose dallo scorso luglio chiaramente di matrice Pkk con morti e feriti tra i militari, in varie zone del sud-est curdo, dove è in corso una pesante operazione delle forze armate e della sicurezza, con molte vittime civili e pesanti ritorsioni contro la popolazione locale tra Dijarbakyr e Cizre.
Morti centinaia di soldati e uomini delle forze di sicurezza, oltre 4 mila guerriglieri del Pkk, secondo il governo turco, e un numero imprecisato di civili.
Leggi antiterrorismo severissime e liberticide in vigore.
Ad esempio, vietata ai media diffusione notizie. Un divieto “parziale” questa volta, deciso da un tribunalei media nel Paese. Lo ha reso noto il Consiglio Supremo della Radio e della Tv (Rtuk), l’autorità turca per le telecomunicazioni. Censura di guerra.
ALLARME ATTENTATI E TURISMO
Lo scorso aprile l’ambasciata americana in Turchia aveva lanciato l’allarme su “minacce credibili” di attacchi contro zone turistiche a Istanbul e la città di Antalya.
Il rischio attentati ha avuto forti ripercussioni sul settore turistico del Paese: lo scorso aprile sono stati circa 1,7 milioni gli stranieri registrati in Turchia, con un calo di oltre il 28% rispetto allo stesso mese del 2015.
http://www.remocontro.it/2016/06/07/bomba-a-istanbul-almeno-12-morti-terrorismo-tra-isis-e-pkk/
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