DI ANTONIO AGOSTA
ANTONIO AGOSTA
Alta, bionda, austera e portamento aristocratico. Marina Malfatti, tra gli anni sessanta e gli anni settanta, era considerata una tra le attrici italiane più belle e popolari dello spettacolo italiano, al pari di Valeria Morriconi e di Anna Proclemer, alternandosi a personaggi classici e a quelli moderni.
Oggi, il teatro, quello borghese, dai personaggi alle volte snob da lei interpretati ma dall’animo buono, ha perso un’interprete di grande spessore artistico, dal fascino nordico e dallo sguardo duro e freddo.
Anche il cinema e la televisione piangono la sua morte, per la bravura e la determinazione di un’attrice che non avrà eredi. Bavissima nel Maigret di Gino Cervi del 1966 per il piccolo schermo. Ma la vera popolarità le sarà data dallo sceneggiato televisivo “Malombra”, diretto dal regista Raffaele Meloni e tratto dal romanzo di Antonio Fogazzaro. Come intensa ed emozionante nelle vesti di Anna Kuliscioff nel 1981. Mentre dal ’90 inizia il sodalizio artistico con Luigi Squarzina, con il quale mise in scena opere di Pirandello, Shaw, Goldoni e Cocteau.
Marina si è spenta all’età di 83 anni all’ospedale di Sant’Andrea, dove era ricoverata. Da tempo si era ritirata dalla scene e dalla vita pubblica, da quando era rimasta vedova dall’ambasciatore Umberto La Rocca, dal quale non aveva avuto figli.
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