DI MARIA PIA PIZZOLANTE
Maria Pia Pizzolante
Bulli e bulle. Questa sta diventando la cifra della politica e della società. Vincente é il bullo o la bulla che bullizza a più non posso, gli avversari, gli amici, ma persino gli elettori. Quelli per intenderci a cui non sei legato da un legame parentale, ma che conquisti, solo bullizzandoli. E’ un bullo il presidente del Consiglio e la ministra Boschi, ma non solo loro, nel PD sembra in effetti la chiave per ottenere spazi in TV come nei ruoli dirigenziali del partito.
Bulla è la Raggi, in corsa per diventare la sindaca di Roma che sembra aver confuso con il ruolo di una regina legibus solutus, quando è chiaro a tutti che così non sarà, più che per le leggi esterne per quelle interne al suo movimento.
Bulli sono i leader tutti, anche quelli che perdono, e che più che accettare i risultati e fare mea culpa, bullizzano persino i “compagni”. Avrei preferito che dal bulli e pupe si passassasse a bulle e pupi, ma bulli e bulle proprio no. Sono solo la manifestazione di una società di frustrati. Smettiamola di imitarli.
Ci sono altre strade, si può essere persone e umani, profondamente umani, con tutte quelle debolezze manifeste che non si nascondono dietro quelle degli altri, ma che, come scrive oggi qualcuno, rendono credibili e affascinanti, più dei bulli, ve lo assicuro.

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