DI CHIARA FARIGU

CHIARA FARIGU

La Corte di Cassazione, con la sentenza n° 11868, ha fatto chiarezza su una questione da tempo oggetto di dibattiti e polemiche: niente legge Fornero per i licenziamenti dei dipendenti pubblici. Cassata, quindi, la disposizione dell’esimia prof.ssa, ex ministro del lavoro, con la quale si prefiggeva di equiparare i licenziamenti dei lavoratori pubblici a quelli privati. Principio di equiparazione oltretutto disconosciuto nella famigerata riforma previdenziale, sempre a firma Fornero, dove invece la disparità è rimasta inalterata (V. età pensionabile delle donne). Nel 2012, l’allora ministro del lavoro, era intervenuta sulla materia riguardante i licenziamenti apportando alcune modifiche, sia nelle procedure che precedono l’interruzione del rapporto di lavoro, sia nella giustificazione del licenziamento stesso.
Ma la Cassazione “dopo approfondita e condivisa riflessione” si è espressa in senso completamente opposto. Per i dipendenti pubblici, in materia di licenziamento vale l’art.18, perché “LA NATURA DEL DATORE DI LAVORO E’ DIVERSA”, ha chiarito la Madia che da sempre, soprattutto nel periodo caldo della polemica, ha fatto un distinguo tra pubblico e privato, anche se il Jobs Act lasciava spazio ad interpretazioni. Tanto che il governo, per evitare che la giurisprudenza dia interpretazioni differenti, vorrebbe intervenire con una norma che chiarisca l’esclusione dei dipendenti pubblici dalle nuove regole.
Un chiarimento, inequivocabile, che è arrivato oggi con la sentenza su citata. Per i lavoratori pubblici, le garanzie restano intatte, con la reintegra del lavoratore in caso di licenziamento senza giusta causa.
foto di Chiara Farigu.
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