DI FRANCESCO ERSPAMER

francesco erspamer

Perché i tanti don Abbondio del mondo dello spettacolo e della cultura stanno dalla parte di Renzi o nel migliore dei casi si guardano bene dal criticarlo, loro che per molto meno erano sempre lì a far girotondi contro Berlusconi e a proporsi come paladini senza macchia e senza paura della democrazia? Perché, come appunto scrisse Manzoni, il coraggio uno non se lo può dare. E mentre Berlusconi era ricco e potente ma sostanzialmente innocuo, Renzi è cattivo: non dimentica e non perdona. I suoi oppositori, al contrario, sembrano molto meno inclini a vendette e rappresaglie, persino quelli di destra, per non parlare di quelli di sinistra, la cui unica bandiera è ormai il buonismo. A me pare che questa impunità (peggio: questa certezza di impunità) sia un assurdo vantaggio politico concesso gratuitamente al liberismo. Il messaggio è chiaro: fate quello che volete tanto il peggio che vi possa capitare è che non possiate farlo più. Bisogna invece far capire ai professionisti del trasformismo e dell’accomodamento che quando le cose cambieranno ci saranno conseguenze anche per loro e che i tardivi pentimenti non li salveranno. So bene che i tempi non consentono di chiedere provvedimenti drastici tipo, non dico la ghigliottina ma neppure la gogna in pubblica piazza; però almeno qualche licenziamento dalla Rai o dai giornali, la perdita di privilegi e prebende, dovrebbe toccargli. Ma questo ci renderebbe uguali a loro!, insorgeranno i buonisti. Balle. Ciò che ci distingue è ben altro: il desiderio di eguaglianza economica, la difesa delle comunità, il rispetto delle regole. Quello conta. Che si usino gli stessi mezzi è del tutto irrilevante. À la guerre comme à la guerre dicono i francesi, che di rivolte se ne intendono. E non perché vincere sia l’unica cosa che conti: ma perché accettare lo scontro (il vero conflitto, non un finto litigio da talk show, con abbracci e strette di mano alla fine) è l’unica cosa che conta.
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