DI MANLIO SOLLAZZO
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Prende il via oggi la mostra d’arte itinerante “Gramsci visto da dietro le sbarre”. Gli artisti che hanno realizzato le opere sul filosofo sardo sono detenuti, oltre 100, di 28 istituti penitenziari d’Italia.
L’evento, promosso dal movimento politico–culturale “La Puglia in più”, nasce a seguito di un concorso rivolto ai carcerati organizzato dall’Associazione “Casa natale Antonio Gramsci”, giunto quest’anno alla sua seconda edizione.
L’idea ispiratrice è dare la possibilità a chi vive oggi la condizione della reclusione di immaginare e trasferire su tela l’anima e la vita quotidiana del regime carcerario che ha conosciuto (ingiustamente) anche un grande pensatore  italiano.
Antonio Gramsci fu arrestato dalla polizia fascista nel 1926 e venne condannato dal Tribunale Speciale del regime a vent’anni di reclusione, da scontare a San Vittore, con le accuse di attività cospirativa, istigazione alla guerra civile e incitamento all’odio di classe.
“Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare”; con questa frase rimasta impressa nella memoria storica, il pubblico ministero Isgrò concluse così la propria requisitoria in sede processuale e il Pensiero Unico del totalitarismo mussoliniano cercò in tal modo di spegnere, invano, la mente più brillante e pericolosa dell’Antifascismo.
Il fondatore della rivista rivoluzionaria “Ordine Nuovo”, dell’Unità e del Pci, autore, durante la prigionia, dei trentatrè “Quaderni del carcere”, morì nell’aprile del 1937, una settimana dopo essere stato scarcerato a causa dell’aggravarsi dello sua salute, da sempre cagionevole.
La prima tappa della mostra è ad Ales, paesino natale di Gramsci sito in provincia di Cagliari. Nel corso della giornata, le opere, che nei giorni successivi attraverseranno tutta l’Italia, verranno trasferite nel Salento.
E’ infatti prevista per le 18,30 presso la sede delle Officine Cantelmo di Lecce, l’inaugurazione ufficiale dell’iniziativa che terminerà il 24 giugno.

 

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