DI CRISTINA GIUFFRIDA
CRISTINA GIUFFRIDA
“Dare i numeri”…
… ha molti significati ma per questo esecutivo, ne voglio prendere in considerazione solo due: farneticare e dare numeri (cifre) errati.
Torna la Boschi, oggi è il suo turno, e dice: “La riforma costituzionale porta un risparmio di 490 milioni di euro all’anno. E una spinta al Pil del 6%“.
Posto che non ho ancora ottenuto risposta in merito al semplice quesito: “chi vieta, oggi, di dimezzare i costi di TUTTA la politica?” vediamo di fare chiarezza.
Visto che non si tratta della cancellazione, bensì di una trasformazione dell’istituzione di Palazzo Madama, voglio capire da dove saltano fuori questi 500 milioni di euro.
La legge costituzionale Boschi prevede per i futuri Senatori, ridotti a meno di un terzo nel numero, l’azzeramento delle indennità per la loro carica, essendo essi già pagati per le funzioni che svolgono presso gli Enti Locali.
Attualmente l’importo lordo dell’indennità di ciascun Senatore è pari a 10.385 euro mensili.
Cancellare questa voce di spesa per tutti i 320 Senatori ci farebbe quindi risparmiare circa 40 milioni di euro l’anno.
Ma non vogliamo pensare anche al rimborso spese di soggiorno a Roma che ogni anno costano agli italiani circa 20 milioni?
Si pensiamoci anche se i futuri senatori non andrebbero tutti i giorni a Roma…chi lavorerebbe, altrimenti, al loro posto?
Le occasioni di “volare” verso Roma dovrebbero diminuire visto che il Senato sarebbe chiamato a lavorare soltanto sulle proposte di legge costituzionali e su quelle che riguardano i territori e l’Europa, mentre non voterebbe più né le leggi di bilancio né la fiducia al governo.
Ed i dipendenti in forze a Palazzo Madama?
Che facciamo? Li mettiamo in fila per cercare un posto che non c’è?
Nel bilancio questa voce di spesa grava per circa 130 milioni l’anno.
Se snellissero la schiera di dipendenti aumenterebbe, tuttavia, la spesa per il personale in quiescenza, che attualmente pesa sul bilancio più o meno per la stessa cifra.
Con la diminuzione del numero di Senatori dovrebbe verosimilmente diminuire la spesa per i loro segretari e consulenti, che ammonta a circa 15 milioni annui.
La “rottamazione” di tanti Senatori, tuttavia, inevitabilmente provocherà un incremento della voce di spesa riguardante i parlamentari cessati dal mandato, che ammonta già a oltre 80 milioni di euro.
Per tutti i servizi di cui fanno uso attualmente i Senatori, dal ristorante alla cancelleria, spendiamo ogni anno quasi 60 milioni di euro
Anche ipotizzando un decurtamento ad un terzo di tale capitolo di spesa, proporzionale al dimezzamento nel numero dei Senatori, il risparmio ulteriore conseguibile con la riforma del governo Renzi sarebbe di circa 40 milioni.
Il risparmio reale quindi è?
Di meno di 150 milioni l’anno…con calcoli approssimativi ovviamente, ma grossomodo siamo lì.
Se pensiamo che con Grasso, al suo insediamento a Palazzo Madama, siamo riusciti a risparmiare 114,5 milioni di euro tra misure di contenimento dell’indennità parlamentare, “tetti retributivi” per i dipendenti e altre iniziative simili, la dichiarazione della Boschi solletica un pò il mio ego pensando che in fondo, c’è sempre qualcuno che sta peggio di noi…
Ah, dimenticavo il PIL..beh, per quello, rivolgetevi a Cetto Laqualunque. E’ più bravo di me in merito…
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