DI CLAUDIA BALDINI

claudia baldini

Non so se qui c’è qualcuno malato come me di Isaac Asimov. Sono sempre stata patita di fantascienza. Ma il Buongiorno di oggi voglio dedicarlo ad una scienza tecnologica che avrà, come abbiamo sempre visto nella storia umana, grandi ripercussioni sul nostro vivere. Prchè vedete la tecnologia può sempre essere usata per il bene di tutti o di pochi. Per non farci troppe illusioni diciamo subito che i balzi in avanti della Scienza sono sempre partiti da ricerche in ambito militare. E, a smentita di ogni nostra volontà, pare che le guerre siano sempre un ottimo investimento. Per questo motivo ho pensato di iniziare a parlare di robotica, partendo dal settore che più beneficia di finanziamenti, quello militare
1961: la General Motors introduce nella sua fabbrica di automobili, in New Jersey, il primo robot industriale della storia: un braccio meccanico progettato a metà degli anni Cinquanta da Joseph Engelberger e George Devol.
Nel 1970, in Giappone, la robotica umanoide fa il suo debutto con Wabot-1, robot antropomorfo progettato dalla Waseda University di Tokyo. Nel frattempo, negli Stati Uniti, nasce il primo drone militare capace di decollare da solo.
A che punto siamo oggi?
Parliamo della robotica destinata agli uomini in guerra
Si tratta di scheletri robot armature da indossare che potenziano la forza , la resistenza, la difesa dei militari. Vengono chiamati esoscheletri da combattimento. Di Esoscheletri ce ne sono anche per la medicina , pensate alla mano robot, agli arti robot che recuperano i paraplegici alla deambulazione con una certa autonomia
Esoscheletro da combattimento: Usa, Francia e Russia all’avanguardia
Il primo tentativo di realizzare un esoscheletro da combattimento risale al 1965, quando l’americana General Electric progettò Hardiman, un dispositivo robotico troppo pesante e ingombrante per avere un futuro fuori da un laboratorio.
Nei decenni successivi, anche grazie a ingenti finanziamenti pubblici, la ricerca è andata avanti sviluppando modelli più evoluti e a misura di soldato.
XOS 2, ad esempio, è un esoscheletro militare prodotto da Raytheon per conto della Darpa, l’agenzia del Dipartimento della Difesa americano. Pesa 88 chili ma chi lo indossa ne percepisce solo cinque. È ancora alimentato via cavo ma entro il 2020 sarà dotato di un propulsore con 8 ore di autonomia.
Sempre per l’esercito americano, Lockheed Martin ha realizzato HULC, acronimo di Human Universal Load Carrier. Già testato in Afghanistan, permette di sollevare fino a 90 kg e di raggiungere una velocità massima di 18 km/h.
Dalla Francia arriva invece Hercule, esoscheletro da combattimento sviluppato da RB3D con fondi del Ministero della Difesa. A differenza di altri dispositivi, è alimentato da motori elettrici e ha un’autonomia di 20 km. Al momento sopporta carichi di 40 kg, ma i produttori sperano di aumentarne la capacità di sollevamento fino a cento.
Non è ancora un esoscheletro militare ma lo diventerà entro il 2025. Così almeno assicurano gli inventori di Ratnik, una tuta ignifuga e antiproiettile che protegge il 90% del corpo. Realizzata in fibra aramidica, è pensata principalmente per cecchini, fucilieri e autisti di mezzi blindati. Nel 2015 l’hanno utilizzata 80 mila soldati russi.
Il laboratorio di Robotica Percettiva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha sviluppato Body Extender, un esoscheletro da combattimento che aumenta di venti volte la forza del soldato che lo indossa. Dotato di 22 gradi di libertà, consente di sollevare fino a 100 kg. Il primo prototipo è stato completato nel 2009 con il cofinanziamento del Ministero della Difesa.
Milioni e milioni di dollari vengono investiti in queste ricerche. Quindi smettiamo di pensare che il robot sia uno strano giocattolo che ci porta il caffè. Quello serve per giustificare la ricerca e il finanziamento agli occhi del mondo. Che so, potete paragonarlo agli smart o ai tablet come applicazioni che ormai assorbono tutto il mercato e la testa umana, impedendo di vedere i droni. Se si investe è per i droni, poi giacchè sempre di telecomunicazioni e cpu e memorie si tratta usiamo la tecnologia per il consumo di massa. Intanto continuiamo a fare le guerre, Rendendo più sicura la persona. Quindi in futuro vicino, chi avrà la tecnologia robotica più specializzata sia autonoima sia come esoscheletro è potenzialmente il padrone del pianeta. Ricordo che l’anno scorso in Siria i militari russi hanno già sperimentato l’esoscheletro fornito dalla Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa collegata alla Normale. Grandi ricercatori, ve lo posso assicurare per quelli che ho conosciuto. Eh, niente siamo i primi nelle armi e continueremo. Insomma non smettiamo , caro Gino, di fare le guerre, le rendiamo più sicure per chi ha soldi. Che novità!!

Raytheon-XOS-2-Exoskeleton-Power-Suit-Demonstration-Video

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